Claudio Bisio si presenta: “Io un comico? No, ma…”

Questa sera il suo spettacolo al Margherita
Claudio Bisio, ex "Striscia la notizia", debutta questa sera alle 21 al teatro Margherita. Ecco come ha scelto di presentarsi.

Testata
Lavoro – la Repubblica
Data
1 aprile 1993
Autore
Claudio Bisio
Immagini
Immagine dell'articolo su Repubblica - Lavoro

Recentemente si è sparsa una strana voce. Dicono che io sia un comico. Non che la cosa mi dispiaccia, ma ci tengo a precisare una volta per tutte che a me più che far ridere piace stupire. Anche nella vita. Ad esempio, quando incontro una ragazza che dice «Come sei dolce, sei dolce, sei veramente dolce» mi viene voglia di darle un cartone. Non per farle del male, per stupirla. E anche questo spettacolo nasce dalla voglia di stupire. Chi si aspetta di assistere a un mio ennesimo monologo resterà deluso. Anche chi si aspetta di vedere un film sulla fuga resterà deluso.

LA TRAMA
L'idea nasce anni. fa quando mi feci il primo acido. E proprio di questo narra lo spettacolo: di un viaggio, o di un trip per l’appunto. Riducendo all'osso, è la storia di un uomo che vuole acquistare delle pile e delle sue peripezie per raggiungere lo scopo.

IL MESSAGGIO
Ma perché se al momento dell'acquisto di semplici pile, la società dei consumi ci invita ad entrare nel mondo di «Non solo pile», mentre quando queste ultime (le pile) non servono più, ci invita a deporle in cassonetti differenziati con grandi scritte minatorie: «Non solo pile»? Questa è sostanzialmente colpa del governo.

LA FORMA
Lo spettacolo è strutturato in due prologhi, due canzoni, due tempi e un solo intervallo (e di questo ci rammarichiamo).

IL GRUPPO DI LAVORO
Se è pur vero che non è indispensabile lavorare sempre e solo con gli amici è ancora più vero che nessuno ci obbliga a lavorare con i nemici. Quindi lo ammetto, tutti coloro che hanno collaborato allo spettacolo sono prima di tutto amici. O amanti. O ex-amanti. Io e Gigio ad esempio (che ovviamente facciamo parte della categoria ex-amanti) siamo due personaggi da libro Cuore (lui Garrone, io la piccola vedetta lombarda. O viceversa). Facciamo lo stesso mestiere, siamo entrambi molto belli, le ragazze si innamorano alternativamente chi dell’uno chi dell'altro, chi di tutte e due. E noi non abbiamo mai litigato per questo. Lui ha fatto «Marrakesh Express» al posto mio e io «Puerto Escondido» al posto suo. E non abbiamo mai litigato per questo. Ci siamo poi accapigliati, per diecimila lire che io avevo trovato nel mio camerino e che lui sosteneva fossero sue... ma questo fa parte delle nostre simpatiche contraddizioni. E cosi, di amicizia in amicizia, si è formato il gruppo di lavoro. Per poter avere vicina la bella costumista Anna Ranci abbiamo dovuto accogliere il suo fidanzato scenografo Marco Belluzzi, e così via. L'amico Rocco Tanica che durante parte della lavorazione ci ha tradito con Maurizio Nichetti per comporre le musiche del suo ultimo fimi, ci ha presentato il suo amico compositore Michele Tadini, che a sua volta ci ha presentato il suo amico percussionista Marcello Colò. Ma gli amici degli amici dei nostri amici sono nostri amici.
Per il ruolo dell'attore non c'è stato bisogno di alcun provino perché l’amicizia di lunga data nei confronti di Bebo Storti ha scalzato qualsiasi altra candidatura. E poi la regista, Paola Galassi, che per correttezza nei confronti di suo marito collocheremo nella categoria «amici» anziché in quella «amanti» ci ha portato una ventata di femminilità, di biondismo (i capelli) e di azzurrismo (gli occhi). Dire poi che tutti questi amici sono anche bravi, seri professionisti, ci sembrerebbe oltre che ridondante, falso.

LA SCRITTURA
Lo spettacolo è stato scritto con un Macintosh Lc 4 Mega di Hard-disk e 40 Mega di memoria, provvisto di antivirus, after dark e giochi vari (quali: Tetris, Spectre, Prince of Persia) che hanno allietato e spesso innervosito gli autori e portato via la maggior parte del tempo dedicato alla scrittura.

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