Grazie
Corriere della Sera

Così Bisio dà anima a "Grazie"

Di Daniel Pennac

Testata
Corriere della Sera
Data
15 ottobre 2005
Firma
Magda Poli

Un uomo schivo, dalla chioma alla Einstein, in marsina e dall'aria goffa si avventura sul palcoscenico per ritirare un premio per «l'insieme della sua opera» e immediatamente capisce di essere piombato in un rito che è una commedia grottesca punteggiata da un turbinare di applausi a comando, nutrita solo da conformismo. E lui, con la sua testa bianca di uomo che ha passato una vita con la solitudine ostinata della sua arte, deve entrare nel rito: deve ringraziare.

«Grazie» e inizia un viaggio sul filo del pensiero alla riscoperta di fatti e persone disperse nella memoria, reperti della sua gioventù vessata dal temibile pedagogo orco Blamard. Un viaggio per dire quel grazie obbligatorio che il professore di Daniel Pennac protagonista, del piacevolissimo Grazie, primo testo scritto dall'autore per il teatro, esamina, analizza, dice e non dice. Ancora una volta Claudio Bisio si ritrova a far vivere una creatura dello scrittore francese e lo fa con la bravura e la sapiente leggerezza che questo personaggio esile e introverso richiede.

Lo fa danzando sul nulla, facendo semplicemente vivere il suo premiato per un’ora e venti, come da contratto con l’organizzazione del premio, tra i rossi veli della scena di Guido Fiorato, tra guizzi di surreale sottolineati dalla regia di Giorgio Gallione, impennate di ironia, tocchi di provocazione, lievi e garbati come l’anima del protagonista. Esamina con metodo scientifico i molti modi di ringraziare e il valore pedagogico dei premi: «Chissà se fosse stato premiato come pittore Hitler, forse, ci avrebbe risparmiato 42 milioni di morti». Uno spettacolo che oscilla docile sul filo di un racconto che non c’è, per raccontarlo.