COM&COM – Comic & Comedy film festival
Indipendente

In fuga con Salvatores

Bisio tra schermo e palcoscenico

Testata
Indipendente
Data
9 ottobre 1992
Firma
Daniela Bisogni

Il comico si racconta in attesa dell'uscita nelle sale di "Puerto Escondido"

BOARIO “Il mio ruolo in Puerto Escondido era arduo: Salvatores mi aveva dato la consegna di mettere sotto Diego Abatantuono". Così ha introdotto il suo personaggio Claudio Bisio, al Com & Com di Boario, nei panni di uno stravagante presentatore dalla battuta pronta, uno degli interpreti di Puerto Escondido, accanto a Diego Abatantuono e Valeria Golino.
Attore e autore teatrale, cabarettista, cantante rock demenziale, Bisio è stato anche interprete di tutti i film di Gabriele Salvatores eccetto Marrakesh Express".

Che ruolo ha nel nuovo film di Salvatores?

"Nel film sono un italiano che vive in Messico da dieci anni, fidanzato con Valeria Golino, ma non ci sono scene di sesso.
Quando arriva Abatantuono, in fuga da Milano, cerchiamo di creare una società, al limite della legalità, ma le nostre imprese sono sempre fallimentari. Il mio personaggio è un tipo strano che all'inizio non sapevo come interpretare. Diego ha subito capito che era un falso problema e mi ha detto: parla come Claudio Bisio".

Cosa pensa di Salvatores?

"La razionalità personificata. Con Diego Abatantuono, che è l'istinto, fanno una coppia perfetta, bene assortita. E Abatantuono ha questo suo modo dirompente di portare a sé le cose che viene valorizzato se c'è uno come Salvatores che ti mette gli argini".

Cosa si aspetta da Puerto Escondido?

"Mi aspetto molto, ma non vorrei sovraccaricarlo di una responsabilità che già ha. Sto tifiutando tutte le offerte per attenderne gli esiti, il film uscirà il 8 dicembre con 120 copie in tutta Italia. Non la trovo un'uscita del tutto appropriata. Il film fa ridere ma non è natalizio: lo considero un film d'autore".

Come è stato il rapporto con Diego Abatantuono?

"Diego mi considera un fratello minore, non per età ma perché lui è più avanti di me: mi dà dei consigli e tra noi c'è un rapporto molto pulito, solare. Nel mio lavoro, in un certo senso, mi ispiro a lui. In Regalo di Natale è stato geniale per sottrazione e molti pensano che quella sia la sua migliore interpretazione: da lì in poi è stato interessante vederlo lavorare con Salvatores. E in Puerto Escondido ho capito che strada sta prendendo: un percorso non realistico. A nessun attore normale verrebbe in mente di fare quei gesti così paradossali e sopra le righe che fa lui, pur rimanendo credibile. Qualcuno ci ha visto la commedia degli anni Cinquanta ma io ci vedo anche Jack Nicholson".

Come si è evoluta la comicità?

"Si è involgarita, soprattutto quella televisiva, ma questo l'ha detto anche Giorgio Gori, il direttore di Canale 5. Però è vero che il pubblico televisivo vuole te cose facili e superficiali. Quindi Rai e Fininvest combattono con la fuffa, cioè una roba di serie B, scarti. Non voglio commentare gli altri settori ma se pensiamo che Raitre, che di solito trasmette le cose migliori, ha mandato in onda programmi come “La Piscina" e "Avanspettacolo", con Franchi e Ingrassia che mi hanno fatto venire la pelle d'oca, figuriamoci le altre. La quantità è aumentata ma la qualità non è migliorata. Solo a teatro, per quanto riguarda il comico, le cose vanno meglio".

Cosa la fa ridere?

"Ci sono tanti trucchi che usano i colleghi che spesso riconosco. Ma mi fanno ridere quando mi spianano o mi depistano, anche la diversità mi fa ridere, che pure funziona al contrario. Poi mi fanno ridere le barzellette al contrario".

Progetti futuri?

"Uno spettacolo di fantapolitica, Forza Magico Droide, che debutterà in teatro a gennaio. E un viaggio in un mondo del futuro in cui la Germania unita ha rimpiazzato l'Europa unita. C'è una lotta universale, tipo "Guerre Stellari” tra la fortuna e la sfiga. L'uomo che cercherà l'antidoto contro la sfiga per la terra, cioè io, viaggerà in varie galassie tipo il pianeta dei commercialisti o il pianeta "Bi-ella", che non è solo doppia jella ma anche la rappresentazione di un mondo di provincia".