Amore, Bugie e Calcetto
L'espresso

Arrivano i nostri

primavera 2008/Gli attori

Testata
L'espresso
Data
20 marzo 2008
Firma
alessandra mammì
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Scamarcio pittore. Vaporidis becchino. Mastandrea rockettaro. Servillo camorrista. I protagonisti della prossima stagione.

Sono gli uomini a guidare lo star system in Italia. Le ragazze anche di talento si somigliano tutte. Gli attori giovani no. Ci sono i cattivi e i buoni, i sex symbol e i fidanzatini, i troppo belli e i brutti bravi. Più una diaspora di attori dal teatro che fortifica la squadra. E nella prossima stagione scenderanno in campo tutti. Ecco i mattatori degli schermi della prossima primavera.
ELIO GERMANO E l'antidivo per eccellenza: viaggia in autobus, vive nella periferia di Roma, abita una casa di 40 metri quadri, è schivo e riservato. Ma è anche uno degli attori giovani più sensibili e duttili del nostro cinema. Merito, secondo le agiografie, delle sue origini molisane, terra fertile di attori a cominciare da Robert De Niro. Dopo il David vinto in qualità di fratellino fascista di Riccardo Scamarcio in “Mio fratello è figlio unico", Germano si conferma ecletticamente bravo sia come venditore sfigato di frullatori in "Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì (in uscita ad aprile), sia come psicopatico nel non memorabile "Nessuna qualità agli eroi" di Paolo Franchi (fine marzo), film salito agli onori delle cronache soprattutto per il nudo integrale del povero Elio. Che fa la sua figura persino come ossessivo giocatore nel noiosetto "Il mattino ha l'oro in bocca", il recente biopic di Francesco Patierno sulla vita di Marco Baldini quando la celebre "spalla" preferiva puntare sui cavalli piuttosto che su Fiorello.
VALERIO MASTANDREA Chi l'avrebbe detto che dai "Maurizio Costanzo Show" potesse venir fuori un attore così? Un duro malinconico che si divide (bene) fra teatro e cinema, che riesce anche nei ruoli comici, che persino canta e balla in un musical (il "Rugantino" con Sabrina Ferilli, ben 253 repliche). In più, onore ai merito, Mastandrea è anche socialmente impegnato come dimostra il cortometraggio "Trevirgolasette" sulle morti bianche e la recente nomina alla direzione del teatro di Tor Bella Monaca nella periferia di Roma. Sugli schermi lo rivedremo nel film di Virzì come sindacalista pesce fuor d'acqua in un mondo di precari, e poi nella commedia opera seconda di Alessandro Valori "Chi nasce tondo" (maggio). Ci regala però il meglio di sé nel film di Gianni Zanasi "Non pensarci" (aprile), storia di un rockettaro frastornato che torna a casa in una provincia emiliana più frastornata di lui. Un ruolo alla Bill Murray, dove la sua aria triste, afasica, involontariamente ironica e irresistibilmente comica regala ancor più grazia a un film che già nasce aggraziato.
TONI SERVILLO E lui il Grande Attore Teatrale prestato al cinema. Di quelli a cui ba¬sta muovere un sopracciglio che hanno già vinto un David. Certo il cinema lo ha scoperto tardi (soprattutto per "Le conseguenze dell'amore" di Sorrentino), ma da allora lo ha sfruttato molto. Eccolo infatti protagonista di due film in uscita ed entrambi in odore di Cannes: "Gomorra" di Matteo Garrone (aprile), dove interpreta un camorrista, e il "Divo" di Sorrentino dove incarna Giulio Andreotti alla vigilia del processo di Palermo. Il che è quasi un ritorno allo origini, quando esordì sugli schermi nei panni di un Bassolino sul vulcano che arranca con fascia tricolore interrogandosi sulla crisi della sinistra nei "Vesuviani" di Mario Martone.
LUCA ZINGARETTI E’ il calvo più sexy del cinema italiano (ma i concorrenti sono Bisio, Boldi e Banfi). Un buon attore, con forte presenza, ottima formazione alle spalle e un grande problema: far dimenticare Montalbano al pubblico in sala. Ci riuscirà con buone probabilità nel prossimo atteso film di Marco Tullio Giordana "Sangue Pazzo" (in sala il 28 maggio), dove si narra la storia artistica e umana di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida (Monica Bellucci), le due fascistissime star del cinema del Ventennio fucilate dai partigiani dopo la Liberazione.
RAOUL BOVA E’ un bello, atletico poco aggressivo. Quindi un perfetto sex symbol all'italiana che alle sue coetanee suscita anche senso materno. Funziona bene come duro dal cuore tenero ereditando ruoli che furono di Franco Nero. Reduce dal successo di quarantenne giovanile in "Scusa ma ti chiamo amore" di Moccia nonostante il marmoreo e attonito stupore fisso sul volto per ben due ore lo ritroviamo in un noir corale di Ago Panini. In "Aspettando il sole" (maggio) Bova è chiuso in un albergo a condividere un destino horror con Claudio Santamaria, Gabriel Garko e 12 colleghi.
RAZ DEGAN Era la bellezza virile della Milano da bere anni Ottanta, un duro Jagermeister specia¬lizzato in ruoli da seduttore. Ma Ermanno Olmi nei "Cento chiodi" lo riscatta in un ruolo cristologico, dichiarando che "Degan non è più un bellone da spot, ma l'attore giusto per il mio film sulla spiritualità". Non sappiamo quanto rimarrà spirituale in "Albakiara" di Michele Salvati, cult giovanile e trasgressivo ispirato al brano di Vasco dove da protocollo si mescola sesso droga e rock'n'roll.
RICCARDO SCAMARCIO Sguardo azzurro e maledetto all'ombra dei ricci. Un'aria da sciupafemmine latino. Ecco finalmente, dopo anni, una teen star italiana che fa strillare
le ragazzine come era riuscito solo Di Caprio ai tempi di "Titanic". Scamarcio è una garanzia per gli incassi dai tempi di "3MSC" (acronimo di "Tre metri sopra il cielo" per sms e graffiti da liceo). Ora Abel Ferrara gli concede un cameo in "Go Go Tales" (maggio), mentre Sergio Rubini in "Colpo d'cchio" (20 marzo) lo trasforma in artista post romantico. ossessionato dal demone creativo che vive in case nobiliari ed è disposto a tutto per il successo. Lui, un po' fuori parte, traduce tormento ed estasi in broncio e occhiata.
NICOLAS VAPORIDIS E’ l'anti Scamarcio. Il fidanzatino d'Italia con gli occhi buoni che piace alle mamme. Soprattutto quando fa lo studente di tutti i licei con ansia da maturità nei blockbuster che lo hanno lanciato, "Notte prima degli esami" numero uno e numero due. Con "Questa notte è ancora nostra" di Paolo Genovese (19 marzo) il ragazzo cresce, ma non troppo, e affron¬ta il vasto mondo del precariato: fa il becchino nell'impresa di pompe funebri del padre, ma sogna Sanremo con la sua piccola band. Per la gioia delle fan qui Vaporidis esordisce come cantante, interpretando nel film due brani di Daniele Silvestri scritti apposta per lui. E già pronta la suoneria da scaricare da Internet.
MARCO FOSCHI Figlio d'arte (il padre Massimo è celebre attore ronconiano e lo zio è Roberto Herlitzka), il giovane Foschi ha il merito di avere una solida formazione teatrale alle spalle (premio Ubu come miglior attor giovane) e tanta naturalezza sullo schermo. Con il suo volto forte ma spontaneo dà corpo all'incertezza contempora¬nea dei nostri confusi ragazzi in due buoni film in uscita "Nelle tue mani" di Peter Del Monte, già in sala, e "Riprendimi" di Anna Negri (11 aprile). Una vera promessa.
FLAVIO PARENTI Ha all'attivo solo due film. Era il ricco e viziato Tancredi in "Parlami d'amore" di Silvio Muccino, è l'artista tossico e ribelle amico di Scamarcio in "Colpo d'occhio". Ma il buon giorno si vede dal mattino, così come si vede la preparazione che come per Foschi arriva da un training di teatro. Essere belli non basta più.
FILIPPO TIMI E anche qui si vede che il teatro non è acqua e che la cultura premia. Timi èanche scrittore e ha un curriculum che include la Compagna della Val D'Oca, Giorgio Barberio Corsetti, Pippo Del Bono e Robert Wilson. Più personaggi che spaziano da Orfeo a Danton, da Perceval a Satana. Se a tutto questo si aggiunge un talento naturale, ecco uno dei più profondi e sensibili volti nuovi del cinema italiano. Lo ha dimostrato con "In memoria di me" di Saverio Costanzo e nella "Signorina Effe" di Wilma Labate, lo sta per riconfermare nei "Demoni di San Pietroburgo" di Giuliano Montaldo (aprile).
CLAUDIO BISIO Star Mediaset campione della comicità nazional popolare, cantante, cabarettista, doppiatore, presentatore. Insomma un fantasista che è riuscito anche a vincere l'Oscar con Salvatores e tutta la squadra di "Mediterraneo". Ora in "Amore, bugie e calcetto" di Luca Lucini (il regista del succitato blockbuster “Tre metri sopra il cielo") è un tipico cinquantenne con paura di invecchiare e amante giovane, che scopre di aver ancora bisogno della solita vecchia moglie (Angela Finocchiaro). Insomma un italiano vero.
PIERFRANCESCO FAVINO E motivo di italico orgoglio. Uno dei pochi che sono riusciti a sbarcare a Hollywood. Va bene
che in "Una notte al museo" interpretava la statua di Cristoforo Colombo tutto tinto di bronzo che neanche si riconosceva, però adesso nelle "Cronache di Narnia Il principe Caspian "(agosto) dovrebbe avere un ruolo un po' più significativo nei panni del Lord Glozelle. E poi è nel cast di "Miracoloitaliano” diSpike Lee in uscita nel 2009. In patria Favino ha più che dimostrato di essere ottimo attore dal David per 'Romanzo criminale", nell'interpretazione del gay protagonista di "Saturno contro", fino al Bartali televisivo. E con quella faccia dark che si ritrova, c'è chi lo definisce il nostro Benicio del Toro.
CLAUDIO SANTAMARIA Per essere riuscito a rendere credibile il Rino Gaetano televisivo merita ben più che la Grolla d'oro per la fiction che ha vinto a Saint Vincent. Perché con quello sguardo freddo e magnetico rischiava la trappola degli eterni ruoli da cattivo perverso. Soprattutto dopo la sua apparizione in "007 Casinò Royale", dove non dice neanche una parola, ma resta in scena quasi dieci minuti di film (scusate se è poco). Invece Santamaria è attore completo e canta pure: ne dà prova con voce vissuta in un brano del nuovo cd degli Equ "Liquido". Ora lo rivedremo come uno dei 15 sequestrati dell'hotel di "Aspettando il sole", ma soprattutto nei panni del fazendero protagonista di "Birdwatchers" dell'ottimo Marco Bechis. Film poetico e politico sugli indios del Mato Grosso do Sul che forse lo porterà alla Montè de Marches di Cannes.