Grazie
Corriere Mercantile

Successo per Bisio, gran mattatore

Ottima la regia di Gallione, che rende godibile un testo inconsistente

Testata
Corriere Mercantile
Data
6 ottobre 2005
Firma
Eliana Quattrini
Immagini
Immagine dell'articolo su Corriere Mercantile

E’ la serata di Claudio Bisio, che torna al teatro Modena con uno spettacolo scritto da Daniel Pennac, “Grazie”, diretto da Giorgio Gallione per il Teatro dell’Archivolto (in scena fino a sabato prossimo). Gli stessi nomi di uno spettacolo molto amato, “Monsieur Malaussène”, andato in scena dal 1997 al 2001, con grande successo. A questo, da allora, Bisio ha aggiunto i fasti televisivi di “Zelig”, trasmissione alla cui guida tornerà l’anno prossimo. Per l’una e l’altra ragione, il tutto esaurito è prevedibile e puntualmente raggiunto. La sera della prima nazionale, in sala erano presenti il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, l’assessore comunale alla Cultura Luca Borzani e il sovrintendente del teatro Carlo Felice Gennaro Di Benedetto.

Un’attenzione pianamente meritata da Bisio e Gallione, che hanno reso godibile un testo meno felice e meno ricco della felicissima saga Malaussène. L’anno scorso il monologo fu presentato al Modena in forma di lettura da Stefano Benni. Bisio allora era in sala. Nella storia del protagonista, un uomo anziano, che riceve un premio alla carriera, di avvincente non c’era niente. Sembrava difficile riuscire a costruire un personaggio e un’azione scenica. Bisio e Gallione ci sono riusciti. Il pubblico, certamente ben disposto nei confronti dell’occasione, ha mostrato di gradire con applausi, risate, risposte alle domande provocatorie del protagonista.

La prima operazione compiuta da regista e attore è stata arricchire il testo con altri brani a tema, tratti dall’opera di Pennac. Sul piano registico Gallione, sempre a suo agio quando il materiale presenta una consistenza leggera, aggiunge alle parole tanta musica a commento, scelta da Paolo Silvestri. Si va da Nilla Pizzi a Celentano, Venditti, Eros Ramazzotti, “Gracias a la vida”, “Amapola” nella versione di Ennio Morricone, fino alle arie d’opera. Bisio esegue “Je chante” di Charles Trenet con bombetta e canna di bambù. Momenti divertenti in uno spettacolo fondamentalmente amaro. Al centro c’è la solitudine di un uomo il cui valore è stato riconosciuto tardi. Per questo si interroga sul significato del premio e del ringraziamento che ne seguirà. La meccanicità della situazione, viene sottolineata all’inizio, grazie alla scenografia di Guido Fiorato (veste Bisio in smoking e gli dà una parrucca da scienziato pazzo), che prevede un sipario rosso in cui si apre un grande cerchio. Qualunque cosa si affacci dal cerchio, anche una scarpa, scatta un applauso. Poi il sipario diventa un soffitto e lascia vedere una sala luccicante.

Bisio è bravissimo, sa misurare allusioni ed esprimere ogni sfumatura. E’ l’elegante e simpatico mattatore di uno spettacolo che piace senza disturbare.