Amore, Bugie e Calcetto
La gazzetta dello sport

Bisio: tutto amore, verità e calcetto

Dal successo in tv al film-rivelazione del weekend "Io non so mentire. Il mio motto? Pensa rosa"

Testata
La gazzetta dello sport
Data
9 aprile 2008
Firma
Rossella Malaspina
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Milano. E’ in uno stato di grazia, Claudio Bisio. Dopo il successo della 10ma edizione di Zelig, il programma comico di Canale 5, ora è nel cinema come protagonista di Amore, bugie & calcetto, una commedia “reale” che ha chiuso il primo weekend di programmazione al 4° posto per incassi. E a giorni comincerà le riprese di Si può fare, diretto da Giulio Manfredonia. In Amore, bugie &calcetto, firmato da Luca Lucini, si narrano le storie quotidiane di 4 coppie, con i piccoli grandi drammi, spesso celati da finzioni e sotterfugi. Tutto confluisce nella storia del campionato del Diana, una squadra di calcetto che si gioca il titolo contro gli Old Boys, cioè i “veri” Tacconi, Rizzitelli, Mannini e Schillaci, guidati in panchina da Gigi Manfredi. Bisio è Vittorio, un manager in crisi su tutti i fronti, che stempera le tensioni tirando calci ad un pallone come attaccante e si sente realizzato quando riesce ad infilare Tacconi.

Bisio, quanto c’è di lei in questo personaggio?
“Da un lato ben poco. Vittorio mente alla moglie, sta con la fidanzata del figlio, prende il Viagra e si dopa per colmare le lacune dei suoi 50 anni. Insomma vive nella finzione. Io non sono così. Ma trovo ugualmente qualcosa che mi accomuna a Vittorio. Tutti e due preferiamo vedere il bicchiere mezzo pieno, non mezzo vuoto. E affrontiamo la quotidianità con la stessa vitalità.”

Anche lei gioca a calcetto?
“Mi piace di più il calcio, indosso la maglia di Gattuso. Il calcetto è più tecnico, adatto a chi ha qualche problema fisico. Io per fortuna ho ancora un pò di fiato e non sono sovrappeso, quindi posso permettermi i campi grandi. Comunque ogni sport, anche una semplice corsa, ha una funzione terapeutica. Come succede a Vittorio nel film, la tensione agonistica aiuta ad affrontare I problemi in un’ottica diversa. E alla fine, sotto la doccia calda, arriva persino il buonumore.”

Si è sempre diviso tra teatro, cinema e tv. Quale le piace di più?
“E’ come avere tre figli, impossibile stabilire chi preferisci. In tv, Zelig che mi ha dato grandi soddisfazioni. Il teatro è stato padre del resto, e gliene sono grato. Il cinema è una continua eccitazione, ogni volta che giro un film ricomincio da capo e questo mi stimola.”

Riveste prevalentemente ruoli comici. Affronta con il sorriso anche la vita reale?
“Think pink (Pensa rosa) è il mio motto. Ho due figli e una moglie che adoro, e nel lavoro mi è sempre andata bene. Che motivi ho per essere depresso? A ben vedere, qualcuno lo potrei anche trovare, qualche volta avrei potuto ottenere risultati migliori. Ma mi sta bene così, sono un cuor contento. Questo non vuol dire che mi lascio andare: nella vita e nel lavoro sono rigido, cerco sempre di migliorare. Se una cosa non va nel senso giusto, non mi abbatto e penso che presto si ripresenterà un’altra possibilità”.