Amore, Bugie e Calcetto
Best Movie

Una vita da mediano

E' quella che si trova a vivere Claudio Bisio nella commedia romantica e corale Amore, bugie&calcetto. Ma è anche un po' quella che vive tutti i giorni, tra Zelig e lavastoviglie.

Testata
Best Movie
Data
4 aprile 2008
Firma
Marita Toniolo
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“Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre” diceva Churchill. Non fanno certo eccezione a questa regola i protagonisti di Amore, bugie & calcetto, diretto da Luca Lucini, che dopo aver esplorato il mondo dell'adolescenza con Tre metri sopra il cielo e quello delle relazioni romantiche con L'uomo perfetto (film con i quali ha lanciato il divo Scamarcio) mette in campo un gruppo di sette amici, che dribblando i problemi lavorativi e sentimentali di tutti i giorni si ritrova puntualmente un giorno alla settimana per l'imperdibile appuntamento con il calcetto.
Su quel terreno di gioco ognuno esprime la propria personalità. C'è Lele (Filippo Nigro) che corre di continuo dietro la palla come nella vita per star dietro ai figli e alla moglie (Claudia Pandolfi). E poi c'è il portiere Adam (Andrea Bosca), il figlio di Vittorio che è terrorizzato all'idea di essere cinico come il padre. Il surreale Venezia (Max Mazzotta), il precisino Piero (Andrea De Rosa), il cinico Filippo (Pietro Sermonti), il filosofo Mina (Giuseppe Battiston), panchinaro di lusso dalla punizione potentissima. And last ma non certo least Vittorio, un Claudio Bisio eterno Peter Pan, diviso tra i problemi causati dalla carriera da imprenditore, la moglie (Angela Finocchiaro) da cui è separato e la giovanissima amante (Chiara Mastalli). Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua ultima "entrata in campo".
Amore, bugie & calcetto assume il gioco del pallone come metafora della vita, spiegando che nel gioco vengono fuori le vere personalità che gli uomini hanno nella vita. Sei d'accordo?
Direi di sì. Per esempio mi ricordo che quando facevo parte dei Comedians con Salvatores & Co., essendo in undici ci era sembrato naturale formare una squadra di calcio, ed effettivamente i caratteri di ognuno venivano riflessi nei nostri ruoli in campo. C'era quello che attaccava sempre con grinta, quello che restava a difendere le retrovie ...
E tu che ruolo avevi?
lo ero un terzino destro. Essendo sempre stato abbastanza prestante facevo il portatore d'acqua, quello che corre, corre, corre... Poca testa molto cuore, e qualche gamba tesa quando serve. Ligabue mi avrebbe definito un mediano!
In effetti nel film dimostri una certa prestanza fisica. Cosa fai per mantenerti in forma?
lnnanzitutto curo l'alimentazione. Molta verdura, carboidrati, proteine con misura. Ma il segreto sta nella colazione. Bisogna sempre diffidare di quelli che ti dicono che a colazione basta un caffè. lo inizio sempre la giornata con una bella colazione a base
di cereali, yogurt e poi biscotti e frutta. Mi piace anche farmi i frullati e le centrifughe di verdure. E così mi creo già quel bel bagaglio di zuccheri che mi permette di arrivare al pranzo tranquillo. E per fortuna non sono attratto naturalmente dalle bibite gasate e da tutte quelle porcherie lì ...
Ma qual è il tuo piatto preferito?
Tra i piatti elaborati sicuramente le melanzane alla parmigiana. Altrimenti la mortadella semplice: indimenticabile...
Gusti italianissimi come il film di cui sei protagonista. Che racconta di amici, sentimenti, drammi famigliari, passione per il calcio e quella nostra naturale tendenza a non prendersi mai troppo sul serio...
E’ vero, e nello stesso tempo è una pellicola che mi ricorda quella nuova tendenza francese alla Agnès Jaoui (la regista de Il gusto degli altri e Così fan tutti, ndr), dove in film corali come il nostro viene raccontata una piccola umanità capace di grandi gesti d'amore come di meschinità veramente basse. Una
"Nouvelle Vague" che apprezzo molto e che mi sembra abbia la capacità di raccontare con onestà questi nostri tempi. Ecco, mi piace pensare che Calcetto (e questo il nickname con cui Bisio chiama affettuosamente il film, ndr) abbia questo genere di potenzialità.
Cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo?
In primis la sceneggiatura, scritta da Fabio Bonitacci (lo stesso del recentissimo Lezioni di cioccolato, ndr), molto curata. Non mi capita spesso di leggere copioni così ben scritti. Esistono molti talenti come lui che stanno emergendo e si stanno imponendo a beneficio del nostro cinema.
Ti ha fatto male recitare la parte di un personaggio un po' stronzo come Vittorio?
Diciamo che spesso con Luca (Lucini, il regista, ndr) ho provato a convincerlo a renderlo meno stronzo. E lui rni rispondeva: "Ma cosa te ne frega? Mica sei tu!". Nel corso della mia carriera, non mi è capitato spesso di interpretare personaggi negativi, in effetti ne ho sofferto un po’.
Però anche lui vive il momento del riscatto a un certo punto...
Sì, è uno dei passaggi che preferisco. Quando il figlio gli dice che ha capito di aver lottato tutta la vita per evitare di essere come lui, ma di non esserci riuscito, ha inizio per Vittorio il momento della redenzione. Ovviamente con Bonifacci abbiamo cercato di rendere quel momento il più vero possibile. Vittorio non avrebbe potuto diventare improvvisamente un filantropo, però finalmente si guarda dentro e trova un giusto compromesso tra maturità e opportunismo.
Farai vedere il film ai tuoi bambini?
Il film è per tutti, però fargli vedere il papà che va a letto con una ragazza più giovane, ecco magari aspetterei un attimino... Hanno solo 11 e 9 anni, mi sembra un po' presto ...
All'epoca in cui lavoravi con Salvatores eri più affermato come attore drammatico che come interprete di commedie. Dopo Manuale d'amore 2 e Amore, bugie & calcetto credi di aver inaugurato una nuova fase di carriera?
In realtà è un passaggio momentaneo. Adesso ho cambiato nuovamente look (una bella barba folta, ndr) e corde interpretative per il mio prossimo film. Si chiama Si può fare e a dirigerlo è Giulio Manfredonia. E la storia di un sindacalista che lavora con i matti. Senza voler fare i presuntuosi, è una sorta di Qualcuno volò sul nido del cuculo all'epoca della Legge Basaglia. Un film dai toni drammatici alternati a quelli più leggeri che mi sta coinvolgendo molto. Diciamo che mi piace variare sempre.
Infatti, sei attivissimo su tantissimi fronti: Zelig, il grande schermo e il teatro...
Alla conduzione di Zelig non ho mai sperimentato la noia. Ogni volta pensiamo sia l'ultima edizione, ma poi va meglio di prima e allora ci ritroviamo con ancora più entusiasmo ad affrontare un nuovo anno. Personalmente trovo bellissimo lavorare con questi giovani talenti comici, non mi stancherei mai. Quanto al cinema, non ho mai ricevuto così tante sceneggiatore valide come in questo periodo. A giugno inizierò con Fausto Brizzi la lavorazione di Ex, che vede nel cast attori che ammiro molto come Paola Cortellesi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino e Sabrina Ferilli.
Ancora al fianco della Ferilli...
Dovremmo proseguire nella fiction Due imbroglioni e mezzo. Ci hanno chiesto di fame almeno altre due edizioni. E poi c'è in cantiere di portare La cura del gorilla in tv. So che al cinema è stato un po’ un flop, ma credo che la qualità di quei progetto sia innegabile e che meriti una seconda vita. Per il teatro invece bisognerà attendere, ho detto al mio regista Giorgio Gallione che, con tutte le cose che ho in ballo, se ne riparla tra tre anni. Anche se tra letture e altri progetti dal palcoscenico non mi separo.
Quali sono I film italiani più belli tra quelli usciti di recente?
Mi sono piaciuti molto Caos Calmo e Giorni e nuvole, due film in cui si ribadisce la priorità del privato sul pubblico. Due pellicole scritte e interpretate molto bene: Anche nel nostro film ci sono attori molto in gamba. Per esempio in Calcetto i duetti tra Filippo Nigro e Claudia Pandolfi sono impareggiabili. Ma anche due attori giovanissimi come Chiara Mastalli e Andrea De Rosa, che arrivano da Notte prima degli esami, e Andrea Bosca che interpreta mio figlio, sono molto bravi. Quando il cinema vive una fase positiva fa bene a tutti, non solo alla generazione dei Vaporidis & Co.: anche ai più "vecchi" come me e Angela (Finocchiaro, ndr). C'è più lavoro per tutti.
Cosa ne pensi dell'immagine del maschio del XXI secolo che viene fuori da Amore, bugie & calcetto? Da una parte il tuo Vittorio che prende il Viagra per stare con le ragazzine, dall'altra Filippo Nigro che si improvvisa casalingo…
lo ho vissuto molto da vicino la fase del femminismo. Sono sceso anche in piazza al fianco delle donne, che però erano veramente incazzate. Mi gridavano cose come "Fuori dai piedi maschietto, esci dal mio letto". Erano furiose, però alla fine mi sono sempre fidanzato con donne femministe. Diciamo che l'uomo di oggi è a metà tra quello che vuoi ripetere un po’ il modello machista di Vittorio e quello casalingo di Filippo Nigro, che tra l'altro come
attore stimo moltissimo. Io personalmente sono più vicino al suo personaggio come tipo d'uomo. Sono uno di quelli che si sforzano di imparare a usare la lavastoviglie. Una sorta di mammo».