«Si può fare»/Il Tempo
I PAZZI CONQUISTANO
Applausi per «Si può fare», di Giulio Manfredonia, sulla legge Basaglia
Bisio protagonista: «Sceneggiatura bellissima»
«Ho trovato la sceneggiatura bellissima»: Claudio Bisio è entusiasta presentando l'ultimo film del quale è protagonista: «Si può fare», che affronta il tema delicato della legge Basaglia, quella che nel 1978 chiuse i manicomi. La regia è di Giulio Manfredonia, sceneggiatura di Fabio Bonifacci, nel cast Giorgio Colangeli, Anita Caprioli e un gruppo di attori, nel ruolo dei matti, veramente bravi. Ieri, al termine della proiezione, applausi convinti. «La cosa straordinaria - aggiunge Bisio - è che è una storia vera, non una favola. Quando l'ho scoperto mi si è accapponata la pelle». Il film è ambientato nel 1984 (c'è la scomparsa di Enrico Berlinguer a datare con precisione gli eventi) e racconta l'esperienza di un sindacalista alla guida di una cooperativa di disabili mentali. Per il comico conduttore di Zelig si è trattato di una esperienza importantissima, legata ad una recitazione teatrale e per la quale ha dovuto veramente esercitare «il mestiere dell'attore». Difende poi la legge Basaglia: «Certo, ci possono essere delle fragilità in questa legge, ma credo che ormai sia un punto di non ritorno, una fatto di civiltà» e difende anche il ruolo dei sindacalisti, in questi ultimi tempi sotto accusa: «Finché ci saranno dei lavoratori i sindacati serviranno».
Manfredonia spiega così la scelta di Bisio: «I comici prima di essere tali sono degli attori, e di solito molto bravi. Io ho pensato a Claudio come attore». Il tema trattato ed il finale lasciano ampi spazi per un seguito: «Ma non al cinema - precisa Manfredonia Mi piacerebbe invece farne una serie in tv».
Qualche perplessità ha suscitato il fatto che la pellicola non sia in concorso. Ma il regista ha subito voluto spegnere ogni polemica: «Non so perché il mio film non sia stato messo in gara - ha spiegato - Non è una cosa che possiamo scegliere noi. Comunque siamo qui e non c'è grande differenza. Io sono pronto a competere, se mi ci mettono. Posso capire che personaggi come De Oliveira preferiscano fare diversamente, ma io ho quarant'anni e non ho problemi a concorrere». E a questo punto Bisio è stato sopraffatto dalla sua vena comica e non ha saputo trattenere la battuta: «Ma questo De Oliveira, chi è ?»
