«Si può fare»/Ciak - edizione speciale
ROBA DA MATTI
Claudio Bisio sindacalista nella Milano degli anni Ottanta. Con una missione impossibile.
Nello (Claudio Bisio) è un sindacalista migliorista nella Milano degli anni Ottanta, la cosiddetta Milano da bere. La sua condotta poco allineata ne determina l'allontanamento e i dirigenti, pur di toglierselo dai piedi, gli affidano un'impresa impossibile: occuparsi di un gruppo di persone uscite dai manicomi grazie alla legge Basaglia. In una svogliata illusione di utilità sociale i malati sopravvivono attaccando francobolli per il Comune, ma Nello è uno di quelli che credono che «si può fare» e pian piano li trasforma in imprenditori di se stessi, dando vita a una cooperativa di parquettisti specializzati nel riciclo del legno. Fra ossessioni, nevrosi, psicofarmaci e follie varie, il gruppo riesce a vincere l'ostilità di quasi tutti, psichiatra compreso, e a strappare perfino un appalto per la metropolitana di Parigi. Prodotto da Rizzoli e distribuito da Warner, il film diretto da Giulio Manfredonia e scritto da Fabio Bonifacci (ispirato a una storia vera) alterna allegria, ironia e disperazione trasformando il dramma della malattia mentale in commedia umanissima e vitale. Sorprendenti i protagonisti, da Claudio Bisio a Giorgio Colangeli, da Bebo Storti a Giuseppe Battiston e Anita Caprioli, ma su tutti svettano gli attori che interpretano senza alcun facile compiacimento il coro dei matti. “Si può fare” è nato, come titolo, prima dello slogan elettorale di Walter Veltroni (benché l'atmosfera del film sia in sintonia con quel pensiero) e nonostante il pericolo di sovrapposizioni gli autori hanno voluto mantenerlo anche nell'edizione finale.
