Ex
Il Riformista

UN EX È PER SEMPRE. IL RITORNO DI BRIZZI PER SAN VALENTINO

Testata
Il Riformista
Data
31 gennaio 2009
Firma
Michele Anselmi
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Immagine dell'articolo su Il Riformista
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Diventerà un tormentone cornico, scommettiamo? Il dionisiaco Silvio Orlando in t-shirt nera, con teschio sui petto, che ball a tra due fanciulle poppute al ritmo di Sex Bomb, facendo il verso a Tom Jones. Molto divertente, anche perchè, nella finzione, l'attore feticcio di Nanni Moretti incarna un magistrato specializzato in separazioni. Ha appena redarguito, l'inflessibile moralista, una coppia burina formata da Nancy Brilli e Vincenzo Salemme: due arricchiti egoisti che non vogliono neanche prendersi cura dei figli. Solo che il giudice civile non e poi tanto più civile. Detesta, ricarnbiato, la moglie Carla Signoris, e quasi la strozzerebbe dopo 25 anni di matrimonio. «L'avessi uccisa la prima volta che ci ho pensato sarei gia fuori di galera», mastica amaro andando a vivere dal figlio. Ex, la commedia corale di Fausto Brizzi che esce il 6 febbraio anticipando di pochi giorni San Valentino, sara un successo. Certo, deve vedersela con Italians, partito alia grande la settimana scorsa, e con Questo piccolo grande amore, che debutta l'11febbraio contando sull'effetto-Baglioni. Ma il risultato sembra scontato. Radunando quella che ha definito con una punta d'esagerazione "Ia Nazionale del cinema italiano", il regista di Notte prima degli esami ha allestito una commedia romantica in linea coi tempi. Si ride, a tratti ci si commuove (c'è anche un funerale), mentre i sedici personaggi principali intrecciano i propri destini, un po' alla maniera dell 'inglese LoveActually, modello dichiarato. A suo modo, una variazione sui tema dei Manuali d’amore compilati da Giovanni Veronesi, rna chissà se Brizzi apprezza il riferimento. Bombardato da musiche e canzoni, il ben assortito cast (Bisio, Capotondi, Gassman, Tognazzi, De Luigi, Gerini, Insinna più i gia citati) mette in scena il disordine amoroso dell' Italia contemporanea, partendo appunto dalla figura centrale e imprescindibile dell' ex, non serve neanche specificare ex cosa. Lo sguardo è interclassista, ma sostanzialmente borghese (il proletario al cinema non tira più da anni), la confezione è amabile, gli intrecci delle storie ben congegnati; e poi - come sentiamo dire in una battuta - «prima o poi siamo tutti destinati a diventare ex», sicchè l'identificazione dello spettatore, nelle sue diverse fasce d'età, è assicurata. Alia fine, con due apprezzabili eccezioni, l'amore si rigenera, sconfigge "l'exitudine", vince sul disamore.
Tuttavia, ammoniva lo scrittore Giorgio Manganelli, «Il cuore è l'organo più difficile da tenere in mano». E cuore fa rima con amore, non solo nelle canzoni. Per fortuua Brizzi e i suoi sceneggiatori (Martani e Bruno) hanno espunto la magica parolina "amore" dal titolo del film, forse a distinguersi da quella sbornia amorosa che pare aver rincitrullito la fantasia di cineasti, produttori e distributori italiani. Qualche esempio? Scusa ma ti chiamo amore di Moccia (in attesa di Amore 14), Parlami d'amore di Muccino jr, Amore che vieni, amore che vai di Costantini, Arrivederci amore, ciao di Soavi, L’amore ritrovato di Mazzacurati, Le conseguenze dell'amore di Sorrentino, Tutto l'amore ehe e'è di Rubini ... E si potrebbe continuare. Sarà perchè l 'amore è una parola piena e un guscio vuoto? Però ha un suo bel suono sui titoli dei film, evoca e promette, rassicura e intenerisce. Ne consegue che un riflesso iper-romantico e tomato a guidare le storie dei nostri cineasti. Sicchè, espulsi dalla porta, i fidanzatini di Peynet e i Baci Perugina rientrano dalla finestra, con toni diversi, aggiomati ai tempi voraci e veloci, magari con una punta di maledettismo estetizzante. O con un palpito rasserenante e ottimista, che rimuove le macerie della guerra coniugale: come succede in Ex.