I Mostri oggi
La Stampa

I MOSTRI OGGI? RASSEGNATI

Citazioni all'originale di Risi, ma qui manca l'amarezza

Testata
La Stampa
Data
27 marzo 2009
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Ma, insomma, ridendo la commedia castiga i costumi (leggi il malcostume), facendo opera moralizzatrice? O al contrario rappresenta vizi e pecche della nostra società con una dose di simpatia che rischia di suonare assolutoria? Scegliere una o l'altra delle opzioni significa accettare di buon grado i lazzi e frizzi di un film come I Mostri oggi, oppure rifiutarlo come un prodotto facile e compiaciuto. E del resto nel '63 anche l'ormai mitico I Mostri firmato da Dino Risi, cui si sono ispirati il regista Enrico Oldoini e la sua squadra di sceneggiatori, non ebbe un plebiscito da parte della critica. Con un incasso di 773 milioni delle vecchie lire, venne invece apprezzato dal pubbIico che molto ama le grottesche personificazioni di Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, straordinari protagonisti di tutti e 20 gIi episodi.
Qui ad alternarsi in ruoli principali e secondari lungo i 16 sketch è un nutrito gruppo di attori che vanno da Diego Abatantuono a Giorgio Panariello, da Claudio Bisio ad Angela Finocchiaro, da Carlo Buccirosso a Sabrina FerilIi e Neri Marcorè. Tutti bravi e bravissimi, anche se la chiave prevalente e quella di macchiette irridenti. Mentre ci pare di ricordare che il film di Risi, scritto dagli assi Age Scarpelli, Scola, Maccari e Petri, nascondeva nelle pieghe del divertimento una dose non trascurabile di amarezza. Come a dire che in contraltare alla visione disincantata di un mondo di imbrogIioni, mistificatori, ipocriti, pronti a vendere l'anima al diavolo per denaro o una promessa di successo e notorieta, si avvertiva a tratti la nostalgia dell'illusione perduta.
In I Mostri oggi, che pure ha alcuni episodi ben riusciti e cita qua e là l'originale in voluto spirito di omaggio (d'altronde fra gIi sceneggiatori figurano i figIi d'arte Silvia Scola e Giacomo Scarpelli), circola piuttosto un'aria di rassegnazione. Con qualche ovvia variante rispetto a mezzo secolo fa, nulla è cambiato: ricchi e poveri, uomini e donne, mostri eravamo e mostri siamo. Ma prima c'era il collante di un senso collettivo dei valori che induceva all'indignazione: ora è come se fosse passato un rullo compressore ad appiattirci tutti.