I Mostri oggi
Il Messaggero

DAL BIANCO E NERO DI RISI AL''BLOB''DEI NOSTRI GIORNI

Testata
Il Messaggero
Data
25 marzo 2009
Firma
Fabio Ferzetti
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Un pò di statistica per cominciare. Ne I Mostri oggi ci sono 16 episodi (alcuni sono notevoli, altri potevano esserlo ma sono tirati via), un esercito di attori e caratteristi, innumerevoli parrucche di ogni foggia, due sedie a rotelle, pochi dialetti (prevale il romanesco, anche inventato; si riaffaccia stanco l'apulo-meneghino di Abatantuono) e una serie di personaggi nuovi ma non nuovissimi: gay piu o meno dichiarati, immigrati, disabili, chirurghi plastici, divi della tv; e golfisti, camorristi, psicanalisti.
Vanno sempre forte strade, autostrade, stadi, spiagge e altri luoghi di italiche virtù. Pochi invece i telefonini (buon segno), un solo prete (poco per il Bel Paese), nessuna suora, molte famiglie anche tolleranti ma sempre castranti. E, se non ci siamo distratti, nemmeno un politico. II che è abbastanza curioso visto il diluvio di politici aspiranti che tracima 24 ore al giorno dai teleschermi. Ma non è un caso. Questa terzo ritorno sul 'format' inventato da Age e Scarpelli per Risi nel remoto 1963 dovrebbe infatti raccontare in chiave horror-comica un paese che si mette alla berlina ogni giorno da solo in tv, non sempre consapevolmente. Ma si può battere la tv sul suo terreno? Detta in altre parole: I mostri di Risi (in bianco e nero) erano contemporanei di una tv che aveva appena varato il secondo canale (4 novembre '61). I mostri oggi arriva dopo più di trent' anni di tv private e quasi venti di Blob (17 aprile 1989, siamo in zona anniversario). Non a caso la tv non appare quasi mai ne1 film se non spenta.
O appare sotto forma di set e di troupe, con Giletti nei panni di se stesso e troupes che fanno interviste dementi.
Gli episodi migliori sono qµelli che colgono il nuovo e l'eterno. E’ nuovo, quasi una nemesi, l'immigrato che sfrutta i pisolini della vecchia nobildonna in sedia a rotelle per truccarla da barbona e tirar sù un po' di elemosine (cameo di Valeria de Franciscis; la mamma del protagonista in Pranzo di Ferragosto). Sono eteme le famiglie ehe affliggono, ricattano, minacciano, uccidono. Sono particolarmente bravi Giorgio Panariello, Claudio Bisio. Enzo Cannavale, Susy Laude (la ragazza disabile), Anna Foglietta (la figlia che toma a “lavorare” per mantenere i suoi), naturalmente Angela Finocchiaro psicanalista senza cuore. Ma troppo spesso nel film, diseguale, echeggia un rumore di fondo forzato, posticcio, paradossalmente nostalgico.