I Mostri oggi
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Quanti Mostri nella nostra Italia

Testata
www.primissima.it
Data
24 marzo 2009
Firma
Nicoletta Gemmi

I Mostri Oggi, per la regia di Enrico Oldoini, va considerato a tutti gli effetti il terzo capitolo rispetto agli illustri precedenti dei film ad episodi I Mostri, diretto nel 1963 da Dino Risi e I Nuovi Mostri del 1977, diretto a sei mani da Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola. 16 episodi che, anche in questa nuova versione, fanno da parodia a vizi, debolezze e paure dell’Italia contemporanea. Tra gli sceneggiatori due figli d’arte, Silvia Scola e Giacomo Scarpelli, oltre a Franco Ferrini, Marco Tiberi e lo stesso Oldoini. Grande cast, che comprende: Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Sabrina Ferilli, Giorgio Panariello, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso, Neri Marcorè, e molti altri giovani attori. Tutti presenti alla conferenza stampa di lancio del film, prodotto dalla Warner Bros. insieme a Dean Film e Colorado Film, e distribuito dalla Warner il 27 marzo con 420 copie. Tanti gli omaggi o le citazioni se vogliamo dei due leggendari film precedenti anche se, ci tengono a sottolineare gli autori, il film è assolutamente attuale. “All’inizio – afferma Silvia Scola – erano 25 gli episodi che avevamo scritto, poi c’è stata una netta scrematura e siamo arrivati a 16. Ci sono omaggi, citazioni, che ci sembravano doverosi e, al contempo, rischiosi perché ci confrontavamo con registi e sceneggiatori che hanno reso grande il cinema italiano e non solo. Nel complesso però, direi che I Mostri Oggi, è basato su temi molto odierni”. Continua sull’argomento Oldoini: “La difficoltà maggiore, infatti, è stata quella di attingere dalla cronaca di oggi ma dal non riproporla pari pari, perché tutte le sere la gente vede il telegiornale o trasmissioni televisive che raccontano mostruosità. Quindi, lo spunto è l’attualita, ma con un taglio diverso da quello che gli spettatori conoscono già. E non è stato semplice ottenere questo risultato. Abbiamo lavorato moltissimo a questo film, in sede di scrittura e nel girarlo”.
Chi sono i mostri oggi, rispetto a quelli di trenta e più anni fa? “Nei film precedenti – dice Abatantuono – i mostri erano i registi e gli attori, perché erano dei veri ‘mostri di bravura’. Oggi la realtà è molto mostruosa, è esagerata. Quindi se gli episodi dei film del ’63 e del ’77 potevano sembrare fantastici, nel senso di irreali, perché non immediatamente identificabili con la realtà di allora, i nostri mostri sono stati tutti superati dalla realtà. Rimangono, comunque tutti, dei personaggi piuttosto inquietanti”. Giorgio Panariello: “Quello che mi ha colpito maggiormente girando questo film è lo scoprire che chiunque di noi si può trasformare in un mostro. Il mostro è dentro di noi, e viene fuori all’improvviso. Persone che, anche all’apparenza, possono sembrare insospettabili, in realtà nascondono un lato orribile che è la vera forza del film”. Claudio Bisio: “Nella nostra società ci sono molti più mostri di quello che abbiamo potuto rappresentare noi. Nel film si mettono in evidenza gli aspetti grotteschi, si accentuano caratteri e comportamenti, perché la realtà è andata oramai ben oltre la finzione. La strada non poteva che essere quella di raccontare questa ‘mostritudine’ attraverso la comicità. Una comicità che cela una grande drammaticità”. Angela Finocchiaro: “Io penso che per alcuni aspetti l’Italia di oggi non è cambiata moltissimo rispetto a quella del 1963. Ci sono ancora similitudini. Ad esempio questo saccheggiare la vita tipica di molti italiani, quelli che non scoprono la loro esistenza ma la sbranano. Nel ’63 c’era il boom economico e questo ha dato il via a molti spunti comici per gli episodi del film di allora, oggi c’è la tecnologia, ma l’atteggiamento verso queste situazioni, degli italiani, è quello di rimanere sempre al palo. Per me la mostruosità più grande è proprio questa: l’ignoranza”. In molti hanno messo in evidenza che forse ci sono episodi troppo simili a quelli dei due film precedenti. Cosa ne pensa il regista al riguardo? “Non trovo che le cose stiano in questo modo. – afferma Oldoini – Anche quando gli episodi si rifanno esplicitamente a quelli del passato, vedi Il Malconcio, con Abatantuono, Ferilli, Panariello e Bisio che è preso da quello con Alberto Sordi ne I Nuovi Mostri, solo l’incipit è uguale, lo sviluppo è completamente diverso. In quello magnifico con Sordi si denunciava la sanità di allora, dato che tutti gli ospedali rifiutavano di prendere in cura il ferito che Sordi aveva raccolto per strada. Qui l’agonizzante è in mano a dei folli, che litigano, poi si riappacificano, si fanno gli affari loro mentre lui sta tirando le cuoia… Come dicevamo all’inizio siamo stati molto attenti nel cercare di non imitare la cronaca perché diventa vecchia e superata molto alla svelta. E quello che mi ha fatto, invece, piacere è stato scoprire, grazie alle segnalazioni di alcuni giornalisti e spettatori di avere messo nel film tante citazioni dai due precedenti che non avevamo pensato in sede di sceneggiatura. Ci sono anche omaggi involontari”.
Nei film di Risi e company non ci sono molte donne mostruose. In questo sì. Sabrina Ferilli e Angela Finocchiaro pensano che ci siano delle differenze o che uomini e donne possano essere mostruosi allo stesso modo? Angela Finocchiaro: “Per me non ci sono delle differenze nel senso che sia gli uomini che le donne possono essere dei mostri. Lo fanno certamente in modo diverso. Basta pensare all’amore soffocante che certe madri riversano verso i loro figli… un aspetto della femminilità che può stroncare la vita di una persona”. Sabrina Ferilli: “Sono perfettamente d’accordo con Angela, le donne possono essere mostruose quanto gli uomini. La bassezza non è razzista”. “E’ vero - aggiunge Marcorè – non ci sono sostanziali differenze tra uomini e donne perché quello che è più mostruoso, a mio avviso, attualmente, è il rimuovere i problemi. Lo scollegarsi dalla realtà, deformandola in modo da vederla come la si vorrebbe e non come effettivamente è. Questo è un atteggiamento pericolosissimo”. Giorni fa sono uscite delle polemiche relative al film, in particolare Gianmarco Tognazzi ha avuto da ridire sul rifare questo film sulla base dei precedenti, nei quali ha lavorato suo padre Ugo. Cosa rispondete? “Grazie per avere toccato questo tasto - afferma Oldoini - perché Alessandro Gassman che è stato tirato in mezzo a queste polemiche ci teneva, me lo ha chiesto esplicitamente, di dire che lui non ha mai fatto nessuna affermazione del genere sul film e che ci invia tutti i suoi auguri perché I Mostri Oggi piaccia al pubblico. Su Gianmarco Tognazzi, al contrario, devo dire che ci sono rimasto un po’ male perché nessuno ha il copyright su questi film e quindi non capisco perché se la sia presa. Tra l’altro noi gli avevamo offerto un cameo nel film ma lui l’ha rifiutato, affermando che gli interessava o un ruolo da protagonista, o niente. Comunque spero che il tutto rientri e che non ci siano seguiti a questi discorsi che non hanno molto senso”.