Ex
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Ex - la recensione

Testata
www.comingsoon.it
Data
20 febbraio 2009
Firma
Carola Proto

Il grande difetto di alcune commedie nostrane – paradossalmente quelle che incassano di più – è la loro totale inesportabilità. Affidate all’istrionismo del singolo interprete, che ha i tempi comici ma difficilmente è un attore a tutto tondo, divertono soprattutto per le situazioni in cui incappano i personaggi e per alcune loro buffe espressioni dialettali. La commedia intelligente, che si affida a dialoghi brillanti e al talento di attori capaci di eccellere anche in ruoli drammatici, è cosa poco frequente nel nostro cinema, ad eccezione forse del primo Manuale d’amore e di un paio di lungometraggi diretti da Marco Ponti o Luca Lucini.
Oggi a fare un film diverso, che ricorda Quattro matrimoni e un funerale e Love Actually per le atmosfere e la molteplicità di storie che si intrecciano, è stato Fausto Brizzi. Aiutato dai suoi collaboratori storici Marco Martani e Massimiliano Bruno, Brizzi ha scritto un ottimo copione, dando il giusto spazio a ogni personaggio e a ogni storia e accostando alla comicità più pura un po’ di lacrime e pathos. Affrontando l’intrigante tema degli "ex", il regista si è assicurato la complicità del pubblico, che mai come in questo caso si identifica con le storie raccontate. A renderle ancora più gustose sono stati chiamati attori particolarmente cari a chi non ama né i divi né le solite facce che hanno il vizio di prendersi eccessivamente sul serio. Bisio nei pani del divorziato felice funziona, e Flavio Insinna diventato sacerdote per amore fa ridere, anche se la nostra preferenza va a Silvio Orlando, che finalmente torna alla commedia (come dimenticarlo in Ferie d’agosto?). L’attore fa la parte di un giudice che litiga furiosamente con la moglie, regalandoci uno spassoso ballo timidamente sensuale e trovando in Carla Signoris una buona spalla. I loro duetti sono fenomenali, anche se un po’ troppo urlati. Se Fabio De Luigi non si discosta troppo dal ragazzo timido, goffo e innamorato che abbiamo visto diverse volte al cinema e in televisione, sorprende invece Alessandro Gassman nei panni dell’ex fidanzato geloso e violento. È un vero “villain” e le sue malefatte danno al film qualcosa in più, fanno scivolare il film verso il thriller.
È un buon lavoro, insomma, Ex, in cui però avremmo gradito più crudeltà e meno “vissero felici e contenti”. Anche perché, quando ci si lascia o tornano alla ribalta le vecchie fiamme, nella vita vera si diventa perfidi e senza scrupoli. A questa critica Brizzi risponderebbe che l’ottimismo è una delle regole del genere commedia sentimentale, ma perché non sovvertirle una volta tanto? Avremmo anche voluto che alla sceneggiatura ben scritta corrispondesse uno stile di regia più personale, proprio perché di macchine da presa che ruotano vorticosamente intorno ai personaggi che dialogano o che riflettono in solitudine in luoghi remoti ne abbiamo viste in abbondanza.