«Si può fare»/www.cesvi.org
SCOOP : SI PUO' FARE...ANCHE L'ITALIA PUO' AVERE IL SUO
- Testata
- www.cesvi.org
- Data
- 22 novembre 2008
- Firma
Non siamo riusciti a vederlo al Festival di Roma, ma visto il livello dei film italiani scelti per il festival capitolino sapevamo che sarebbe stato un film indimenticabile e infatti lo è, abbiamo aspettato qualche settimana, ma il film nel frattempo ha continuato ad incassare con i tam tam di chi lo ha apprezzato, "un piccolo capolavoro" ci ha detto un nostro amico regista, "imperdibile" un altro amico sceneggiatore, "da non perdere" un altro nostro amico architetto che ama il cinema, non sono quei giudizi dei giornali messi stile sottotitoli per convincere la gente ad andare al cinema, ma reali giudizi di chi ha pagato ed è uscito dalla sala contento. Anche perché Si può fare è un film COMPLETO perché è divertente e commovente. Di cosa parla? Di un uomo, un sindacalista che viene assegnato ad una cooperativa di malati di mente, voi direte "ci sono scene stile manicomio? " assolutamente no !! "Scene scontate?" assolutamente no, diciamo che è l'attimo fuggente made in italy del nuovo millennio, con Bisio "professore" e come "alunni" persone con un passato molto difficile, di cui conosciamo il presente, un presente fatto di speranze, voglia di rifarsi, voglia di riconquistare una vita che non hanno in realtà mai avuto, compresi anche i piaceri semplici (e non solo....riderete a crepapelle). All'inzio si è un po' disorientati, vediamo un sindacalista, storie di incomprensione, una storia sentimentale che sta per finire, non entri subito nella storia, la senti lontana. Cerchi di concentrarti su Bisio attore anche drammatico, che poi lo è in parte sempre stato (dal film “Mediterraneo” che vinse il premio Oscar) anche se programmi meravigliosi come Zelig ce lo hanno fatto conoscere come artista dalla battuta pronta, ma quando nel film il sindacalista entrerà nella comunità facendola diventare presto una vera e propria cooperativa (dopo circa quindici minuti) il film decolla, emoziona e diverte. Tante le facce interessanti da quelle caratterizzate fisicamente a
quelle che conquisteranno il pubblico per le battute o per il loro semplice "silenzio" riempiendo la scena, come uno della cooperativa che dice al collega che si è perso con il pulmino "sei uscito da Tuttocittà", o la scena esilarante del suo socio "direttore" che non parla ma convince.
Bravo Giulio Manfredonia che noi conosciamo da quando faceva l'aiuto di molti registi poi diventati anche suoi attori come Albanese che ha recitato nel suo "È già ieri", qui anche le riprese sono più efficaci, sia a seguire i volti dei protagonisti sia nei totali, e forse è anche questa la forza di "SI PUO' FARE" quello di emozionare lo spettatore come fossi a teatro dove sul palcoscenico sono tutti sempre "in scena" : anche chi è nello sfondo recita, muovendosi, emozionando dando qualcosa al compagno che è in prima fila, in questo caso in primissimo piano. Non c'è film che possa emozionare più di una pièce teatrale "Si può fare" riesce a capovolgere anche questa convinzione. SI PUO' FARE VOTO : 8
