L'Era Glaciale 3
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L'ERA GLACIALE 3 - L'ALBA DEI DINOSAURI

Testata
www.spaziofilm.it
Data
8 settembre 2009
Firma
Lorenzo Pedrazzi

"Ti ha ucciso?" "Sì, ma sono sopravvissuto!"
Ritroviamo Manny, Diego, Sid, Ellie e i due opossum come li avevamo lasciati: una famiglia sgangherata e molto eterogenea, ma non per questo meno unita. Le cose, però, stanno per cambiare, perché Ellie è incinta mentre Diego sente di aver perduto il suo "smalto", ed è tentato dalla vita solitaria. Dal canto suo, Sid avverte uno spiccato istinto "materno" crescere dentro di sé, così ha una splendida idea: rubare tre grosse uova apparentemente abbandonate, e allevare le creature come fossero sue. Ma i tre piccoli sono un po' strani, con le loro lunghe code e le zanne affilate... che i dinosauri non si siano estinti? E infatti, mamma T-Rex appare all'orizzonte in cerca dei suoi cuccioli, e nel riprenderseli porta con sé anche il povero Sid.
Per i suoi amici, sarà l'inizio di una grande avventura nel regno dei dinosauri...

"È il vento, ci sta parlando." "E cosa dice?" "Non lo so, non lo parlo il ventoso."
Si aggiorna L'era glaciale, non solo alle tecnologie 3D ma anche, e soprattutto, agli stilemi dell'animazione digitale "matura": ora lo humor è più adulto che in passato, ma c'è spazio anche per le trovate di natura più "fisica" che tanto piaceranno ai bambini. Davvero un bel passo avanti rispetto alla stanchezza del secondo capitolo, con la sua trama esile e le gag poco riuscite.
Ne L'alba dei dinosauri, però, si cambia musica, e ci si diverte sulle note eleganti di un tango scoiattoloso, insieme all'onnipresente Scrat (la cui caccia all'utopica ghianda ha assunto ormai una statura epica) e la sua nuova innamorata/rivale Scratte. Le loro (dis)avventure fanno da contorno a un film dal ritmo indiavolato che accumula una quantità notevolissima di gag intelligenti e creative, in grado di sorprendere per il gusto non sense (anche grazie alla follia del nuovo arrivato, Buck, il furetto cacciatore di dinosauri) e per l'ottima conoscenza dei tempi comici. La celebrazione della solidarietà fra "diversi" si esprime stavolta nel ritratto di una famiglia rigorosamente antitradizionale (meditate gente, meditate...), e in un film che mescola abilmente sentimento e azione, scorci poetici e qualche tocco visionario (la sequenza in cui Buck rivela come ha perso l'occhio destro), scegliendo i tempi giusti anche per la suspense e l'avventura... e con un gran finale che ha la frenesia e la leggerezza del miglior Indiana Jones.
Ancora una volta splendido il trio di doppiatori principali: Leo Gullotta, Claudio Bisio, Pino Insegno. Da vedere.