Terkel In Trouble
La Repubblica

Terkel, il cartoon dei “cattivi” sulla lotta fra genitori e figli

Testata
La Repubblica
Data
3 aprile 2006
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Leandro Palestini
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Esce venerdì, probabilmente vietato, il film danese doppiato da Elio e le Storie Tese, Costa e Bisio

ROMA - Sono bruttini, sporchi e cattivi gli undicenni danesi di Terkel in trouble. Hanno un linguaggio sboccato e fanno scempio dei tabù, parlano di violenza e di morte senza ritegno. Per questo i terribili ragazzini in forma di cartoon dovranno vedersela con le forbici della censura italiana: oggi si saprà se il cartone sarà vietato ai minori di 14 anni. Ma il fllm in 3D che ha spopolato in Danimarca e che da venerdì sbarcherà nei cinema italiani (in cento copie), ha anche il merito di prendere di petto temi autentici come il bullismo, l'emarginazione, il difficile rapporto adolescenti-adulti. Con episodi forti, come quello della ragazza bulimica (e incompresa) che si butta dalla finestra tra esagerati schizzi di sangue.

Dopo South Park e i Simpson nulla è più come prima. I flim di animazione si fanno sempre più ironici e politicamente scorretti. Così al doppiaggio italiano del dissacrante Terkel in trouble approdano Elio e le Storie Tese, Lella Costa e Claudio Bisio. Elio, che è un po' la voce narrante (Arne) del cartoon, sostiene che “Terkel è un film per tutti. Non si può dire che sia un cartoon per bambini, ma credo sia un film educativo, perché affronta temi molto preoccupanti che riguardano tutti i ragazzi, nella prima fase della loro vita. Anch'io sono trovato ad affrontarli, da solo, negli anni dell'adolescenza”. Anche Paso, Cesareo e Rocco Tanica pensano che, paradossalmente “Terkel può essere un film educativo”. L'ideale sarebbe che alla visione del film i genitori fossero accompagnati dai bambini. Cesareo racconta la sua esperienza: “Ho visto Terkel insieme ai miei figli di 14 e li anni. Con le adeguate spiegazioni. Nessun problema”.

La famiglia di Terkel è assente, gli adulti nel film non ci fanno una gran bella figura. Paso commenta: “Il film non è centrato come attacco alla famiglia. Ma è un fatto che tra genitori e figli ci sia un distacco generazionale. Sono due mondi diversi, spesso manca il dialogo”. Sulla violenza contenuta nel film Rocco Tanica precisa: “I telegiornali della sera sono molto più traumatizzanti. Nei sommari si parla di terribili omicidi, si spiega come a un uomo è stata spaccata la testa”.

Il cartone diretto da Stefan Fjeldmark, Kresten Vestbjerg Andersen e Thorbjorn Christoffersen è in fondo una commedia alla South Park con molte parolacce e tanto splatter. II mondo del piccolo “Terkel in ansia” è sospeso tra il comico e il drammatico. Si ride amaro nel vedere l'undicenne scolaretto subire le vessazioni di due teppistelli della sua classe (una prima media), con dei genitori che non vogliono saperne dei suoi problemi (la madre sempre avvolta in una nuvola di fumo, il padre gli risponde sempre “no”), uno zio alcolizzato e manesco, un professore dall'animo ecologista che in verità nasconde qualcosa. E la ragazzina obesa presa in giro dai compagni di classe, segretamente innamorata di Terkel. “Doppiarli è stato faticoso” ammette Elio: “Bisognava seguire li movimento delle labbra dei personaggi e allo stesso tempo leggere. Ci ha aiutati molto Antonello Governale. Abbiamo anche cantato “Banane giganti””. Faso rivela che si era pensato a un altro titolo: Per favore non toccate le ciccione!