Benvenuti al Sud
Corriere della sera

Bisio: sarò un protoleghista da ridere

«I pregiudizi di un milanese sui meridionali in un film a lieto fine»

Testata
Corriere della sera
Data
9 ottobre 2009
Firma
Valerio Cappelli
Immagini
Immagine dell'articolo su Corriere della sera

CASTELLABATE (Salerno) «Non c'è bisogno di avere Bossi nella nostra storia per capire che il mio personaggio è un leghista ante-litteram. Non ho visto Barbarossa, ma questo film rappresenta l'esatto contrario di quello che c'e lì, del "non passa lo straniero"», dice Claudio Bisio. Che arriva nel Sud imbottito di pregiudizi, col giubbotto anti-proiettile a mo' di gilet.
Il Cilento ospita il remake di Giù al Nord. Con 140 milioni, ha avuto il più alto incasso nella storia del cinema francese, anche in Italia l'anno scorso non andò male: 3 milioni e mezzo. Medusa (con Cattleya), con tutti i contrasti che abbiamo tra Nord e Sud, fiuta l'affare del remake che compie il percorso inverso e infatti si intitola Benvenuti al Sud. «Il Sud non è solo Gomorra», dice il regista Luca Miniero, che comunque ha preso lo sceneggiatore del film di Garrone, Massimo Gaudioso.
I due protagonisti, il milanese Bisio e il napoletano Alessandro Siani, stentano a capirsi quando parlano, «avevamo pensato ai sottotitoli», scherzano. Ma la crociata di Bossi per l'uso dei dialetti non c' entra nulla coi nostri due. «di un incontro tra marziani, fino al volemose bene», sintetizza Bisio (da gennaio di nuovo in tv a Zelig). Qui si combatte la crociata contro i luoghl comuni. Il plot è identico all' originale francese. Bisio lavora all'ufficio postale e per avere il trasferimento dalla Brianza a Milano si finge invalido. Il trucchetto non funziona e lui per punizione viene spedito in un paesino della Campania. Convinto di entrare in un incubo, scoprirà una popolazione ospitale e un luogo affascinante.
Castellabate lo è per davvero, centro storico integro del 1100, Capri e Ischia sono laggiù, qui sotto si vede Punta Licosa che ci riporta a Ulisse e le sirene. Ma sulla collina anche tante case abusive di un paesino di 8000 abitanti che d'estate diventano 80 mila. Una terra remota ma nè povera nè isolata che sarà centrale come un attore primattore. Il regista recupera tasselli di Storia, a Palazzo Perrotti (location del film) Gioacchino Murat ne1 1811 pronunciò la frase «Qui non si muore». «Ma manco se campa buono», gli risponderà qualcuno nel film. Sullo sfondo la camorra, più vicini l’immondizia per strada e gli scippi. Tutto in chiave cornica, per raccontare «un Sud più normale», le false idee generate dall'ignoranza. «Ai miei figli cerco di insegnare la curiosità», dice Bisio. Il film francese e' una commedia sulla tolleranza. Da noi il contrasto Nord-Sud è più feroce. La domanda è: come dribblare la violenza del contrasto senza cadere nella macchietta?
Assistiti dalle consorti, Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini, il nordista e il sudista si palleggiano ogni tipo di stereotipo. Un esempio per tutti: Bisio porta il gorgonzola che per Siani «è una cosa marcia e ammuffita da mettere fuori della finestra». Totò e Peppino nella nebbia della Madunina mica sono così lontani. «Io tra l'altro - risponde Bisio - sono sicuro che quando Dany Boon, regista e interprete di Giù al Nord, arrivò nell'estremo Nord della Francia col colbacco, si ispirò a Totò e Peppino».