Benvenuti al Sud
L'Unità

Bisio «leghista» in un Sud che vi stupirà

Si gira in Cilento “Benvenuti al Sud” remake di “Giù al Nord”, commedia tutta da ridere contro i pregiudizi sui “terroni”

Testata
L'Unità
Data
9 ottobre 2009
Firma
Gabriella Gallozzi
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Metti insieme un Claudio Bisio nei panni di «un proto leghista», «ignorante» e brianzolo. Poi la bellezza del Cilento. Poi lo sceneggiatore di Gomorra, Massimo Gaudioso. Poi Luca Miniero il regista di Incantesima napoletano, che divertì il pubblico con questa commedia surreale destinata a stravolgere tutti i luoghi comuni della napoletanità. Ed ecco a voi Benvenuti al Sud, il remake italiano di Bienvenue chez le Ch'tis, la commedia che ha sbancato i botteghini francesi (140 milioni di euro!) e ha «regalato» a quelli italiani - nella versione tradotta Giù al Nord - oltre tre milioni di euro.
INCONTRO NORD SUD
Replicare, se possiblle, quel successo è dunque l'obiettivo di Cattleya e Medusa, produttori di questa nuova commedia dedicata all'incontro-scontro tra Nord e Sud, attualmente in fase di riprese a Castellabate, per la turistica del Cilento in provincia di Salerno. E’ qui, infatti, che per "punizione» viene spedito Alberto (Claudio Bisio): responsabile di un ufficio postale in Brianza e spinto da una moglie rompiscatole (Angela Finocchiaro), l'uomo è disposto a fare qualunque cosa pur di ottenere il trasferimento a Milano. Anche fingersi invalido. Ma smascherato in un attimo, finirà appunto nel paesino della Campania, carico dei soliti pregiudizi: monnezza, camorra, terroni scansafatiche. E se all'inizio andrà al lavoro col giubotto antiproiettile e, nonostante la raccolta differenziata dei rifiuti, butterà i sacchetti per strada al grido di ''jamme ja"', basterà poco ad Alberto per scoprire una terra piena di umanità ed accoglienza. Anzi, «una terra che urla la sua normalità - spiega i1 regista - in barba all'idea che il sud sia solo "inguaiato". Più che un remake, dunque, è un trapianto, visto che in Italia lo scontro Nord Sud è storico.
L'obiettivo, dunque, dimostrare le forti similitudini che ci sono tra le due culture. Senza ignorare, ovviamente, i problemi del Sud, perchè non sarà certo un film negazionista».
LEGA E LEGHISTI
Ma neanche strettamente legato al furore leghista, alle polemiche sul dialetto, ai film in brianzolo auspicati da Bossi negli ultimi mesi. «Al di là della politica e delle leghe - precisa Claudio Bisio - la distanza tra Nord e Sud è dovuta soprattutto all'ignoranza. Ci si crede dei marziani perchè non ci si conosce". Bossi, per intenderci, non ci sarà nel film, chiarisce l'attore rnilanese: «non c'è bisogno. E il mio personaggio è quello di un proto leghista, pieno di pregiudizi per ignoranza». Certo, in tempi di Barbarossa innalzati sulle roccaforti del Carroccio, viene spontaneo pensare a Benvenuti al Sud come «esperimento» di distensione. «Barbarossa non l'ho visto - spiega Bisio -. Ma se lì, nel film di Martinelli, si dice non passa lo straniero, qui al contrario si dice: conosciamoci, siamo tutti amici e fratelli». E magari anche i leghisti riusciranno a capire le battutte dei terroni anche senza sotto titoli .