Benvenuti al Sud
Il Secolo XIX

Arriva "Benvenuti al sud", l'anti "Barbarossa"

In provincia di Salerno si gira iI remake del francese "Giu al nord", con Claudio Bisio: «Qui due comunità "straniere” si accolgono»

Testata
Il Secolo XIX
Data
9 ottobre 2009
Firma
Maricla Tagliaferri
Immagini
Immagine dell'articolo su Il Secolo XIX

Negli anni Cinquanta Totò e Peppino sbarcavano a Milano imbacuccati come per il Polo Nord e con una collana di caciotte. Ora Claudio Bisio scende nel Cilento, in Campania, con un giubbotto antiproiettile contro la camorra e una crema solare extrastrong contro il sole. I due napoletani scopriranno che la "Malafemmina" è invece una brava ragazza. II milanese di oggi, nel confronto con una realtà calda e accogliente, getterà a mare tutti i suoi pregiudizi.
Succede nel film "Benvenuti al sud", che si sta girando a Castellabate, nel cuore del Parco del Cilento, borgo medievale dichiarato patrimonio dell'umanità dall' Unesco a picco su uno spettacolare golfo "bandiera blu". Sarà sugli schermi il prossimo anno ed è il remake di "Giù al nord", il film francese di Dany Boon che in patria è stato il maggior incasso di tutti i tempi con i suoi 140 milioni di euro e da noi ne ha rastrellati circa quattro. Con l'assistenza della Film Commission Campania, lo produce Medusa, lo realizza la Cattleya, lo dirige Luca Miniero, napoletano doc gia cimentatosi con le differenze culturali in ''Incantesimo napoletano", lo scrive Massimo Gaudioso, coautore di "Gomorra", lo interpretano, insieme a Bisio, Angela Finocchiaro, Alessandro Siani e Valentina Lodovini. Con un cameo dello stesso Dany Boon.
Se negli anni Cinquanta si rideva allegramente sugli stereotipi nord-sud, oggi la realtà di quegli stessi luoghi comuni è diventata violenta e aggressiva. Perciò Bisio, laureato definitivamente attore da "Si può fare" e in procinto di tornare a Zelig a gennaio,
mette i puntini sulle "i": «Diciamo che è il contrario di ''Barbarossa'' e della sua logica del "non passa lo straniero": qui due comunità "straniere" si incontrano, si trovano simili e si accolgono, prendendo l’una dall'altra». Miniero aggiunge: «"Benvenuti al sud" è un film che andava fatto, con o senza il precedente francese. Descrive l'Italia di oggi e dimostra che il sud non è solo Gomorra, i cui mali comunque raccontiamo, dall'immondizia agli scippi, perchè non siamo negazionisti. Sottolineando però che esistono tante altre cose sorprendenti e bellissime». Siani, da napoletano, accusa; «Siamo massacrati dalla camorra, è vero, ma anche dai media che mostrano sempre le stesse imrnagini degradate. In 34 anni, non ci crederete, non sono mai stato scippato».
La storia narra di Bisio, irnpiegato delle poste, che, dopo aver cercato, fingendosi invalido, di essere trasferito dalla Brianza a Milano, si ritrova per punizione in un paesino del sud e viene travolto dalla più che calorosa accoglienza del postino Siani e dall'intera cittadinanza, che gli arreda la spoglia casa assegnatagli che nella realtà è Palazzo Perrotti, dove soggiornò Gioacchino Murat.
Pian piano, fra gaffes e malintesi, anche la diffidente Finocchiaro, milanese elegantissima, sarà conquistata e stringerà amicizia con la solare Lodovini fidanzata del postino.
«Perchè in fondo i pregiudizi che tutti hanno, sia i milanesi che gli abitanti di Castellabate, sono frutto della pigrizia e dell'ignoranza reciproca», dice Angela Finocchiaro, già con Bisio in "Amore bugie e calcetto" e ''I nuovi mostri". «Quando ci si conosce, si scopre invece che gli esseri umani non sono poi così diversi e hanno gli stessi difetti e le stesse qualità a qualunque latitudine», afferma.  E Bisio aggiunge: «Tutta I'Italia è piena di piccolissimi campanilismi che contrappongono paesini limitrofi. Dovunque ci sono pregi e difetti ma il difetto più grosso rimane il pregiudizio».