Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi
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Quando l’amore non è da manuale

Testata
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Data
1 gennaio 2007
Firma
Catia Donini
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Dal duo gay Albanese-Rubini alla coppia Volo-Bobulova in cerca di un figlio, fino all’eros estremo di Verdone e all’attesissima scena Scamarcio-Bellucci. Il mondo dei sentimenti secondo Veronesi in Manuale d’amore 2

Certo non basterebbero mille dizionari o libretti d'istruzione per capire qualcosa in un argomento come quello delle passioni amorose: ma il pubblico che ha seguito con entusiasmo perfino inaspettato Manuale d'amore, campione d'incassi al botteghino è probabilmente pronto a leggere con curiosità i capitoli successivi. Un film a episodi, corale, come il precedente, che vede ancora dietro la macchina da presa Giovanni Veronesi.

Commedia romantica, sexy, dolceamara, epigono non disconosciuto della gloriosa commedia all'italiana? Comunque lo si vo­glia chiamare, Manuale d'amore 2 Capitoli successivi assembla un cast nutrito, di attori ineccepibili, riconferma la struttura a puzzle e propone nuove invenzioni, per scelta o necessità. Così, non c'è più in questo volu­me II l'icona giovanilista per eccellenza, il tenero imbranato Silvio Muccino, dopo i dissidi di cui molto si è detto (e ancor più ipotizzato) con Veronesi; ed entra in squa­dra l'uomo del momento, il fascinoso Ric­cardo Scamarcio, in un episodio sull'irruen­za dei sogni proibiti (L'eros) con Monica Bellucci (lui un disabile, lei la sua fisiotera­pista) che ha guadagnato grande spazio sui media per la torrida sensualità, anche se poi dalle dichiarazioni degli interessati pare forse di capire che tanto rumore potrebbe esse­re stato fatto per nulla. C'è ancora come nel primo Manuale Carlo Verdone attore, alle prese con uno di quei ruoli in cui va diven­tando sempre più bravo, un cinquantenne grottesco e malinconico imprigionato in una vita triste che non vuole, ben disposto a farsi travolgere da tempeste di sensazioni estreme nella persona di Cecilia, scatenata e bellissima ventottenne. C'è il professio­nalmente iperattivo Sergio Rubini che qui si accompagna con Antonio Albanese, in un duo inedito, ricco di dissonanze e asso­nanze. Sono Filippo e Fosco, due compagni innamorati che decidono di sposarsi a Barcellona ma dovranno fare i conti, con risultati divertenti, con retaggi interiori che la geografia non abbatte. C'è una nuova coppia da cinema, quella composta da Fabio Volo e Barbora Bobulova, nell'episodio sulla maternità che con registri tragicomici narra l'odissea di Franco e Manuela, due co­niugi decisi a ogni costo ad avere un figlio, che si arrabattano tra cure ormonali, esami, analisi, test, trasferte all'estero e prevedibili crolli nervosi, con una Bobulova che si misura per la prima volta in un ruolo brillante, dopo una carriera autoriale composta in prevalenza di personaggi sofferti. A collega­re, attraversandoli, questi quattro nuovi ca­pitoli, una trasmissione radiofonica condot­ta dal deejay Fulvio (cui presta la voce Claudio Bisio), con telefonate degli ascolta­tori pronti a dire la loro su amore e dintor­ni. Se questi quattro (L'eros, La maternità, il matrimonio e L'amore estremo) sono tasselli irrinunciabili che compongono il quadro d'insieme del perfetto manuale esistenziale amoroso, non è dato sapere, nemmeno in previsione, di quelli che verranno. Verone­si, in ogni caso, cerca una strada non estem­poranea, tra commedia italiana, tra piccoli grandi freddi generazionali e fragilità rare­fatte. Con l'intenzione, dichiaratissima, di arrivare al ragguardevole numero di cinque manuali da collezionare in videoteca, per un totale di ben venti episodi, il regista continua così a dipingere l'amore e le sue mutevolezze collegate ai cambiamenti so­ciali. E, infatti, dopo il manuale numero uno, tematicamente universale, Veronesi ha proposto qui anche problemi legati all'attualità, e nemmeno dei più innocui, co­me i discussi matrimoni tra coppie omoses­suali e la fecondazione assistita. Raccon­tando le liaison Bellucci Scamarcio (sedu­cente quarantenne e giovane disabile) e Verdone Pataki (cinquantenne spento e fresca ragazza), senza essere troppo esplici­to o senza focalizzarsi troppo sull'argomen­to l'autore dice la sua anche sulle differen­ze di età; cuore romantico in spirito tosca­no, rivendica in fondo ancora una volta la forza dell'amore e della passione, che possono destabilizzare, minacciare, far male (psicologicamente ma anche fisicamente), possono perfino mettere in pericolo la no­stra vita ma valgono sempre la pena di es­sere vissuti.

E poi, lui dice, con i “suoi attori” si trova benissimo. “Sono eccezionali, per il film una garanzia di riuscita, per me un gran di­vertimento durante la lavorazione. Tutti, dal primo all'ultimo. Qui ci sono un nuovo co­mico siciliano, si chiama Dario Bandiera, che trovo straordinario: e le doti di interprete leggera di Barbora Bobulova mi hanno stupito, potrebbe essere la nostra nuova Meg Ryan”. Impossibile non accennare, anche con lui, alla iperpubblicizzata scena hard. Veronesi spiega minuziosamente le diffi­coltà tecniche nel girare la scena di sesso bollente sulla sedia a rotelle e poi glissa elegante: “Il sesso nelle commedie viene spesso ridicolizzato, noi siamo andati contro­corrente e abbiamo proposto una scena tra le più vere del film”. Vera? “Sì, insomma... vera, vera ride il regista anche se ricorda­tevi che niente è come sembra...”.