Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi
Max

Bisio. I miei primi 50 anni

Testata
Max
Data
1 febbraio 2007
Firma
Manuela Florio
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Cinema, tivù, teatro, musica… impossibile stargli dietro. Il suo segreto? Prendere tutto come un gioco

Se Claudio Bisio presentasse il conto dei suoi impegni lavorativi degli ultimi mesi finirebbe d’ufficio nel Guinness dei primati. Categoria: “mattatori” o forse: Zelig. Non sono molti gli artisti sulla piazza che, nell’anno che è appena iniziato, si trovano contemporaneamente in tv (è in arrivo Nino, una fiction con Sabrina Ferilli per Canale 5, ma anche il nuovo Zelig, che torna in autunno e promette meraviglie), a teatro (a marzo va in scena con la lettura di Seta di Alessandro Baricco), nei negozi di dischi (il doppio cd e dvd del tour estivo con Elio e le Storie Tese Coesì se vi pare… è in vendita da qualche settimana) e al cinema (poco dopo il film campione d’incassi Natale a New York, è appena uscito Manuale d’amore 2). Eppure, per Dadone (in famiglia lo chiamano così) il vero obbiettivo non è avere successo, ma “zigzagare” il più possibile, spiazzare gli altri e (prima di tutti) se stesso. In fondo 50 anni (li compie il 19 marzo) è l’età giusta. Non per fare bilanci, ma per giocare. Come un vero “comedian”.

Che caratteristiche bisogna avere per esere uno Zelig di professione?
Avere molta curiosità e riuscire a fare creder agli altri, e anche un po’ a se stessi, che quella cosa che stai facendo sia vera. Come Woody Allen, che nei panni di Zelig cambiava a seconda di chi aveva accanto. Bisogna essere un po’ camaleonti se si vogliono fare cose diverse. A me è capitato 20 anni fa di fare un disco, Rapput, e di essermi camuffato da rockstar, per tre o quattro mesi ho giocato ad esserlo. Che poi è quello che dovrebbe fare un attore, “giocare” dei ruoli...”.

Vuoi sempre combattere contro ciò che il pubblico si aspetta da te?
A dir la verità in questo ultimo periodo ho smentito un po' me stesso e questa mia definizione. È una cosa che ho sempre sostenuto e applicato: dopo il successo di Micio a Mai dire gol, per capirci, portavo Pennac in teatro. Però, a smentire questo zig zag che era diventato quasi scontato questa volta è arrivato il film di Natale. Forse è stata la prima volta in 25 anni di carriera che al cinema ho fatto una cosa congrua con quello che faccio in televisione. Per una volta, insomma, ho cercato di spiazzare chi pensava che spiazzassi...”.

Con Manuale d'amore 2, nelle sale in questi giorni, dobbiamo aspettarci un'altra inversione di rotta?
Forse dopo aver scarrocciato di qua e di là, potrebbe essere la barra dritta, per utilizzare un gergo velico. Manuale d'amore 2 è importante per me perché è un film corale, una cosa che molti comici della mia generazione dimenticano, cercando di fare il proprio film con risultati non proprio entusiasmanti (parlo anche per me). Poi perché è una commedia. In passato ho fatto film tragici, penso a La tregua, ma la commedia è il mio mestiere. E poi se posso aggiungere un aggettivo, è profondo”.

Nel fllm sei un dj, unico collegamento tra i vari episodi. Significa che hai recitato da solo?
In effetti sono stato piuttosto isolato su un barcone sul Tevere, sede della radio da cui lo speaker trasmette. I miei sono stati più che altro monologhi. Per fortuna nella scena finale (lo dico, tanto è il segreto di Pulcinella) si scopre che sono il marito della Bellucci, così ho dovuto girare una scena con lei, con tanto di bacio sulle labbra”.

Stefania Rocca ne La cura del gorilla, Sabrina Ferllli nella fiction Nino, Monica Bellucci in Manuale d'amore 2... mica male come partner:..
Cercano di rimpiazzare la Incontrada ma non ci riusciranno mai...”.

Cenni biografici: aspirante agronomo in un covo di fllosofi, milanista in mezzo agli interisti. Sei un anticonformista o un masochista?
Sono il salmone che risale la corrente. Non è che lo cerchi. Spesso accade. Milanista lo sono da bambino, lo era mio papà. Io sono di Novi Ligure, in provincia di Alessandria, ai miei tempi c'era Rivera, che era alessandrino, appunto. Certo, il fatto che oggi io abbia tutti questi amici interisti... peggio per loro! Poi, in effetti sono stato anche l'unico agronomo tra i filosofi.., lì un pochino di masochismo c'è stato. Mi è sempre piaciuto uscire dal coro, essere un po' pungolante... spesso mi capita di sostenere cose volutamente in contrasto con chi ho accanto. Questo mi ha provocato nella vita in generale di essere un po' isolato”.

Hai esordito con Paolo Rossi e Antonio Catania...
Sì, Paolino l'ho conosciuto al Derby Club di Milano. Prima che nascesse Zelig, il cabaret. Io ero in coppia con Antonio Catania. Sul palco ci si alternava. Poi, insieme portammo Nemico di classe al Teatro dell'Elfo. Era forse il 1982. L'anno dopo, con la regia di Gabriele Salvatores, mettemmo in scena “Comedians”, dove, oltre a noi, c'erano Bebo Storti, Gigio Alberti, Silvio Orlando, Renato Sarti...».

Rispetto a loro, ti consideri "Il ragazzo più fortunato"?
Ci vediamo ancora. Paolo Rossi ha la sua compagnia, ha fatto una scelta di qualità. Quindi... chapeau. Sono io semmai a dovermi fare domande... Catania, poi, fa cinema. Non c'è film italiano negli ultimi dieci anni che non lo veda con un ruolo importante. Ognuno di noi, a modo suo, è stato fortunato. Sarebbe curioso capire quanto quello spettacolo ha influito sulle nostre vite. “Comedians” è stato uno spettacolo chiaroveggente. Parlava di questi aspiranti comici che volevano avere successo in televisione. Alcuni ce la facevano altri no. Io ero uno di quelli che ce la faceva...».

Recentemente hai detto che la pubblicità ti serve per pagare le bollette, possibile?
Forse l'ho detto in risposta a chi mi accusava di aver fatto il film di Natale per motivi di soldi. Era una battuta per dire che le bollette me le pago già con la pubblicità. È stato un argomento molto trattato anche sul mio blog. Proprio in questi giorni gireremo un nuovo spot della stessa serie e forse riusciremo a girarlo ancora con Gabriele Muccino, come otto o nove anni fa. Gabriele è uno che mi ha fatto il culo vero. Mi ricordo che su quel primo set in piazza Farnese, col megafono, davanti a un sacco di gente mi aveva urlato: "Bisio sei moscio!". A me piace se mi trattano male sul lavoro, vuoi dire che mi vogliono bene, che non si accontentano”.

Questo dovrebbe essere anche l'anno del ritorno televisivo di Zelig in prima serata...
Sì, certo, è già deciso, tornerà nell'autunno 2007, su Canale 5. Ho visto ieri Gino e Michele per motivi di amicizia e ci siamo proprio detti che dobbiamo cominciare a ragionare. Vogliamo cambiare tante cose, c'è molto lavoro da fare”.

Quel è il manuale d'amore di Claudio Bisio?
Che sia tra sessi, paterno, filiale o per la vita, per me l'amore è l'unico, vero motore di tutto. Davvero”.

Io e Monica, la strana coppia

In Manuale d'amore 2, Bisio e la Bellucci sono sposati. Ma non troppo...
Che cosa c'entra Claudio Bisio con l'eros, la maternità, il matrimonio e l'amore estremo, i quattro temi trattati da Manuale d'amore 2 (capitoli successivi), il nuovo film di Giovanni Veronesi? Molto, anzi, moltissimo. Lui è dj Fulvio, il vero collante del film (oltre l'amore). E così, mentre gli altri, bene o male, se la spassano (Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio s'innamorano, lei fisioterapista lui paraplegico; Antonio Albanese e Sergio Rubini, fidanzati gay, vanno a sposarsi in Spagna; Carlo Verdone resta "colpito" dalla passione per una giovane amante e Fabio Volo e Barbora Bobulova partono alla ricerca avventurosa di un figlio tramite la fecondazione assistita) lui è sempre lì, nel suo studio radiofonico sul Tevere, che parla d'amore. Peccato che (nel film) la Bellucci sia anche sua moglie. Nessuno è perfetto.