Benvenuti al Sud
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Rotolando (dal ridere) verso Sud

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Data
5 gennaio 2010
Firma
Bisio Claudio
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È un remake, questo devo dirlo subito. Devo anche dire che quando ho visto al cinema Giù al Nord, il film francese da cui trae spunto, ho subito pensato tra me e me: ‘Perché non l’abbiamo scritto noi italiani un film così?’.
Nel film francese il dirigente di un ufficio postale della Francia centrale vuole un trasferimento in Costa Azzurra per accontentare una moglie nevrastenica. Fa tutto, compreso fingersi disabile, viene scoperto e per punizione mandato al nord, nel profondo nord, dove nel suo immaginario fa un freddo becco, la gente è zotica, scontrosa e ignorante e per di più parla un dialetto incomprensibile.
Bè, in quanto a pregiudizi territoriali, forse giusto invertendo il nord con il sud, non penso che noi siamo da meno. Ecco allora l’idea dello sceneggiatore napoletano Massimo Gaudioso (tra gli sceneggiatori di Gomorra), e del regista (altrettanto partenopeo) Luca Miniero di portare la storia in Italia. 10 a questa punta sono un dirigente di un ufficio postale dell'hinterland milanese e per me e mia moglie (la straordinaria Angela Finocchiaro) il vero salto di classe sarebbe il trasferimento a Milano, la grande metropoli vicino all'Europa, con tutte Ie possibilità scolastiche ed extrascolastiche per il nostro amato bambino.
Stesso tentativo di truffa spacciandomi per disabile (questa e una delle poche scene davvero uguali al film francese: penso che Luca si sia divertito a citare persino le inquadrature e le luci) e trasferimento cancellato, anzi, per punizione spedito in un paesino a sud di Salerno: Castellabate.
Ora, non voglio che qualcuno mi tacci di pubblicità occulta, per cui la farò strapalese: mi sono innamorato di quei luoghi che, ammetto, non conoscevo. Ero stato parecchie volte in provincia di Salerno, anche per lavoro, ma mi ero fermato alla costiera amalfitana: Vietri, Ravello, Minori, Positano... Mai mi ero spinto fino al Cilento: San Marco, Punta Licosa, Acciaroli, Ogliastro, ma soprattutto Santa Maria di Castellabate, dove abbiamo risieduto e girato per un paio di mesi. Tra l'altro i mesi migliori: settembre e ottobre. Tanto per dirne una, io il 30 ottobre facevo il bagno, senza sentirmi un eroe o un tedesco in vacanza.
L'ambientazione sudista ha permesso anche al regista partenopeo di sfogarsi con un cast "all black" (passatemi il termine), a partire dal grande Alessandro Siani, nel ruolo che nel film francese era dello stesso regista Dany Boon. Confesso di non avere ancora visto il film montato, ma c’è chi l'ha visto e ha parlato della nascita di una nuova coppia comica. Staremo a vedere. Oltre ad Alessandro c'è davvero nel film una ricchezza di attori napoletani quali Giacomo Rizzo, Nando Paone, Riccardo Zinna, Nunzia Schiano.
Unica presenza femminile non campana ma che interpreta un ruolo ultracilentino è la brava e bella Valentina Lodovini, che nasce umbra, per cui ha dovuto recitare tutto il film con un dialogue coach autoctono che le correggeva vocali, toni ed emissione di fiati: uno spasso. Ricordi dal set? Be', una giornata molto particolare fu quando venne Dany Boon (in persona!) a trovarci per "regalarci" un cameo, una scena molto buffa costruita lì per lì. Anche nella nostra versione l'incomprensione linguistica è alla base di molte gag. Io, nordico, non capisco un'acca di quello che si dicono in dialetto
gli altri personaggi. In quella scena sono al banco dell'ufficio postale, si presenta un francese (Dany Boon) che però non parla neppure francese, ma quella strana lingua che parlano nel nord della Francia. Per me è veramente ostrogoto, poi si avvicina Scapece, un locale che parla solo dialetto stretto, particolarmente criptico per il sottoscritto ... io sono disperato, ma i due si guardano, si capiscono al vola e iniziano un surreale dialogo bretone-cilentino.
Altro ricordo da fuori set e quando ho salvato la Lodovini. Letteralmente. Le ho salvato la vita. L'ho vista annaspare in un metro e mezzo d'acqua, pensavo scherzasse e invece le si era davvero bloccata la respirazione: blocco della digestione causa acqua troppo fredda, crisi di panico causa il dialogue coach che non le dava tregua, o più semplicemente voglia di farsi fare quella lunga respirazione bocca a bocca che sono stato costretto a praticarle? Non lo sapremo mai. (Sto ovviamente scherzando. Lo sapremo molto presto).
Per finire, non per fare lo "sborone" come direbbero in Romagna, ma fatemi notare come il film, che come sapete uscirà non prima di ottobre, abbia gia vinto un premio: il 3 dicembre 2009 si è aggiudicato il Premio Trailer d'Oro come miglior Trailer Italiano alla 32 a edizione delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento. Be', un buon viatico, no?