Benvenuti al Sud
Film Tv

Benvenuti a Bisioland

Testata
Film Tv
Data
26 agosto 2010
Firma
Adriana Marmiroli
Immagini
Immagine dell'articolo su Film Tv
Immagine dell'articolo su Film Tv
Immagine dell'articolo su Film Tv

Tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Ha lavorato e tanto lavorerà ancora in questo 2010 Claudio Bisio. Ma se gli dai dello stakanovista, del workhaolic, non ci sta. «Ho appena fatto tre mesi di vacanza: quale lavoro mai te lo permette? Vero, dico da tempo che vorrei prendermi un anno sabbatico e mi riesce solo di farmi il trimestre ... ». Così ride se gli parliamo di anno "bisestile". Facendo la conta però, è vero che ha lavorato - sta lavorando - tanto. In questo scorcio d'autunno arrivano sul grande schermo due film che lo vedono tra gli interpreti, Benvenuti al Sud e Maschi contro femmine. A giugno ha girato anche Femmine contro maschi, seconda parte e contraltare del dittico di Fausto Brizzi. E mentre lo intervistiamo e in una pausa di Bar Sport, film dal mitico libro di Stefano Benni. Il set è aperto da due settimane, si proseguirà fino a metà ottobre. Poi Bisio inizierà a pensare al prossimo Zelig: il 13° per lui, il primo per Paola Cortellesi che quest'anno sostituirà Vanessa Incontrada, che ha preferito dire no e pensare di più alla propria carriera di mamma e di attrice. Bisio sospira. Lui a dire di no a Gino e Michele ancora non ce l'ha fatta. «Ma questa edizione gia mi riempie di energia: una nuova partner e un po' come cominciare da capo». Tra novembre e gennaio, quando si accenderanno le luci della Tv, troverà tempo per una trentina di serate di repliche di Io quella volta lì avevo 25 anni, omaggio a Gaber che ha portato in scena gia nel 2009.
Andando per ordine d'uscita?
Benvenuti al Sud (nei cinema dall'l ottobre), regia di Luca Miniero su una sceneggiatura sua e di Gaudioso, si svolge tra Brianza e Cilento, è il remake del francese Giù al Nord, tanto che c'è un cameo con il regista Dany Boon. E un ponte tra Nord e Sud anche come comicità, la mia e quella di Alessandro Siani. Io sono il direttore di un ufficio postale brianzolo che sogna di farsi trasferire a Milano e invece finisce in un paesino a Sud di Eboli. Ci sono Angela Finocchiaro, mia moglie, e un fantastico cast napoletano. Come nella versione francese, abbiamo lavorato molto sulla lingua ma anche sulle differenze "culturali": mi piace pensare che, pur senza nessun riferimento politico e sociale specifico, a 150 anni dall'Unita d'Italia noi si mostri quanto le differenze che ci sono tra gli estremi della penisola siano superabili.
Come è stato lavorare "giù al Sud"?
Atmosfere serene, gente piacevole, nessuna tensione di quelle che sul set senti subito se attorno le cose non vanno. Il paese in cui abbiamo fatto tappa per alcune settimane era un vero paradiso terrestre.
Ma ... ?
C' è una scena che avresti detto eccessiva in quel contesto: io che arrivo nella nuova sede e che per un paio di giorni indosso, anche a letto, il giubbotto antiproiettile. Una gag, finché non è avvenuto l'omicidio Vassallo: il suo comune è esattamente confinante a quello dove noi giravamo. Rivista oggi quella scena un po' mi agghiaccia.
Il dittico su maschi e femmine di Brizzi?
Si incastrano come solo lui sa fare già in fase di sceneggiatura. I personaggi dell'uno tornano nell' altro, anche se con un diverso peso. Così accade a me, un chirurgo plastico, figlio di una terribile Wilma De Angelis, sono sposato con Nancy Brilli, arnica di Carla Signoris che vorrebbe farsi operare da me: sono uno degli amici del bar attorno a cui ruota il film. In Maschi contro femmine (nelle sale dal 27 ottobre) appaio in un paio di altre storie, ma il mio "episodio" è in Femmine contro maschi (dall'11 febbraio 2011). Lo so, non è facile da spiegare, ma è davvero tutto molto molto intrecciato. In Maschi ho una breve scena con Paola Cortellesi, che subito mi insulta: premonitoria. Quando l'abbiamo girata non si sapeva che sarebbe stata la mia partner a Zelig.
Da un bar all'altro ...
Anche Bar Sport è un film episodico e corale. Un po' meno del libro, però, dove anche i personaggi come il mio non occupavano più di una/due pagine. Ma, accorpando situazioni e qualcosa creando, sono cresciuti. L'ambientazione è anni 70, con un preludio nei 60. Massimo Martelli, che ha scritto la sceneggiatura e dirige, da anche corpo alle metafore di Benni, con un uso non infrequente degli effetti speciali. Dopo due settimane di riprese, sono certo che piacerà. Ha ritmo, comicità, poesia. Si respira qualcosa del cinema di Avati e di quello di Fellini, un po' Fantozzi e un po' Amici miei. Con me ci sono Battiston, Catania, Cornacchione, ancora la Finocchiaro. C'e pure la "mitica" Luisona, la pasta che sta nel bar da trent' anni e che per tutto il film sarà una specie di tormentone perchè nessuno ha mai avuto 1'ardire di mangiarla. Oggi sul set deve venire Benni: siamo tutti un po' emozionati.