Benvenuti al Sud
Il Sole 24 Ore.com

Con Bisio tutti al Sud

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Il Sole 24 Ore.com
Data
27 settembre 2010
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Cinematografo.it
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"E' un film che invita al gusto di conoscere e che valorizza le diversità", dice l'attore piemontese. Protagonista con Alessandro Siani del remake tricolore di Giù al Nord".

"E' un film che vuole valorizzare le diversità, è la storia di un ignorante che attraverso la conoscenza arriverà ad apprezzare tutto ciò che prima era convinto di disprezzare". Così Claudio Bisio presenta il suo nuovo film da protagonista, Benvenuti al Sud, remake del fortunatissimo Giù al Nord, fenomeno d'incassi in Francia, diretto questa volta da Luca Miniero e prodotto da Medusa (che lo distribuisce in sala venerdì 1 ottobre in oltre 500 copie), in collaborazione con Cattleya: "E' stato un po' come adattare un romanzo, con la peculiarità delle nostre caratteristiche contrapposizioni Nord-Sud che ci hanno aiutato a donare una forte personalità italiana ad un soggetto francese", dice il regista, al primo film "in solitaria" dopo i tre realizzati insieme a Paolo Genovese."Medusa distribuì il film di Dany Boon in Italia due anni fa - racconta l'ad Giampaolo Letta - e sin da subito insieme ai francesi abbiamo avuto l'idea di farne un remake". D'altronde, come sottolinea Riccardo Tozzi di Cattleya, "Benvenuti al Sud continua a sembrarmi l'originale, e quello francese un remake un po' forzato".La storia è quella di Alberto (Bisio), responsabile dell'ufficio postale di una cittadina brianzola che arriva addirittura a fingersi invalido pur di ottenere il trasferimento a Milano: scoperto, viene mandato per punizione in un paesino della Campania, nel Cilento, a Castellabate: armato di pregiudizi e convinto di arrivare nella terra della camorra, dei rifiuti per le strade e dei "terroni" nullafacenti, scoprirà invece un luogo ricco di sorprese e popolato da gente ospitale, ad iniziare dai colleghi dell'ufficio postale, su tutti Mattia (Alessandro Siani), con il quale diventerà molto amico al punto di aiutarlo a riconquistare l'amata Maria (Valentina Lodovini): il problema, ora, sarà continuare a far credere alla moglie, rimasta al Nord, che tutto quello che temevano prima della partenza è confermato. "La cosa più grave - dice Angela Finocchiaro, nel film Silvia, la moglie di Alberto, anche lei schiava di preconcetti - è l'egoismo e la chiusura di una cultura predominante in Italia. Il mio personaggio sostiene queste paure, le fagocita".Come evitare però che un film chiamato a "scherzare" con gli stereotipi finisca per rimanere vittima degli stessi luoghi comuni? "Intanto non abbiamo calcato troppo la mano sui soliti cliché verbali perché era una strada già tante volte battuta dalle commedie italiane - spiega Luca Miniero - e abbiamo cercato di rappresentare le varie incomprensioni su altri fattori culturali: i contrasti Nord-Sud nel nostro paese sono molto antichi e il film vuole raccontare l'Italia di oggi mostrando aspetti più ridenti, più leggeri rispetto al tono delle attuali contrapposizioni politiche sull'argomento". Il primo a gioirne è lo stesso Alessandro Siani, napoletano doc: "Quando ho letto il copione la prima volta, racconta l'attore, il mio personaggio si chiamava Ciro... Poi per fortuna è diventato Mattia. La cosa importante, però, è che nel film non vengano mostrate le cose abituali che vediamo nei telegiornali quando si parla dei napoletani, come i soliti cinque su un unico motorino: ogni tanto mi chiedo se abbiano un appuntamento con le telecamere...". Anche per questo, ribadisce Bisio, Benvenuti al Sud " è un film che invita al gusto di conoscere: mi piacerebbe che i politici lo vedessero, ma non è detto che poi ne comprendano il sarcasmo".