Benvenuti al Sud
La Gazzetta di Parma.it

Con "Benvenuti al Sud" Bisio "avverte" i leghisti

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La Gazzetta di Parma.it
Data
29 settembre 2010
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Parola di Claudio Bisio: «'Benvenuti al Sud' è un film anti 'Barbarossa' (riferimento al kolossal storico ispirato dalla Lega, ndr) perchè non è sulla difesa strenua di identità contrapposte, ma incoraggia a conoscere l’altro. Vorrei che i politici del nord, e non solo, lo vedessero, anche se c'è il rischio che ridano senza capire».
La commedia di Luca Miniero nelle sale da venerdì, di cui Bisio è protagonista insieme a Alessandro Siani, Angela Finocchiaro e Valentina Lodovini, non è altro che il remake del film francese «Giù al Nord», diretto e interpretato da Dany Boon (qui coproduttore esecutivo e presente in un cameo), uscito due anni fa e salutato da incassi clamorosi sia in patria che negli altri Paesi, Italia compresa. Ma, viste le recenti polemiche sulle quali è intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il tema da noi è di grande attualità.
La storia è nota e gioca sugli stereotipi fra nord e sud, anche se, dice Bisio «in Italia, rispetto alla Francia i contrasti geoculturali sono molto più forti, fin troppo. La questione meridionale da noi non è stata risolta da nessun punto di vista e la politica dovrebbe rispondere al più presto a certe situazioni». Chiaro riferimento dell'attore al cancro della criminalità organizzata e in particolare all’uccisione di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, paese contiguo con quello in cui è stato girato il film «Ed è proprio alla memoria di Angelo Vassallo che lo dedichiamo», ha precisato Bisio.
Mentre in «Giù al Nord» il protagonista (Kad Merad) che agognava alla costa del Sud della Francia veniva trasferito nell’apparentemente poco ospitale regione settentrionale del Nord-Pas de Calais, qui il lombardo Alberto (Bisio), direttore di un ufficio postale, dopo aver tentato invano con un trucco di farsi trasferire a Milano per accontentare la disillusa moglie Silvia (Angela Finocchiaro), viene invece spedito in Campania, a Castellabate.
L’uomo, pieno di pregiudizi, come Silvia e gli amici («vedi Napoli e poi muori... ammazzato» gli dicono) parte con giubbotto antiproiettile, trappole per topi, lozione solare protezione 50 e nostalgico pezzo di gorgonzola. Però a Castellabate pian piano Alberto si lascia conquistare dall’ospitalità degli abitanti e fa amicizia con i suoi impiegati, dal postino Mattia (Alessandro Siani), tanto spigliato quanto succube della mamma, alla dolce Maria (Valentina Lodovini), seguendo fedelmente il copione dell'originale francese.
«Il messaggio - dice Bisio, che a gennaio ritornerà su Canale 5 a Zelig, con una nuova partner, Paola Cortellesi - è quello di valorizzare le diversità. Alberto e la moglie sono due ignoranti, che guardando e conoscendo arrivano ad apprezzare l'altro. Conoscersi vuol dire volersi bene». E il regista aggiunge: «Magari anche Bossi andrà a vederlo, non penso che uno faccia il leghista 24 ore al giorno».