Benvenuti al Sud
Sette - Corriere della Sera

Claudio Bisio e Alessandro Siano: questa è la nostra Unità D'Italia

Piemontese uno, napoletano l'altro. insieme nel cilento hanno girato Benvenuti al Sud, da domani al cinema. Racconto a due voci per combattere i pregiudizi. Con una risata

Testata
Sette - Corriere della Sera
Data
30 settembre 2010
Firma
Stefania Ulivi
Immagini
Immagine dell'articolo su Sette - Corriere della Sera
Immagine dell'articolo su Sette - Corriere della Sera
Immagine dell'articolo su Sette - Corriere della Sera

Il gorgonzola no. Su quello il dialogo non e neanche cominciato («A Napoli pure i topi si tappano il naso»). Ma per il resto, il risultato dell'incontro cinematografico tra un milanese d'adozione come Claudio Bisio e iI napoletano doc Alessandro Siani sul set di Benvenuti al sud (da domani nelle sale) - remake Italiano firmato da Luca Miniero della fortunata commedia di Dany Boon- è una solidissima intesa, praticamente una simbiosi. « Una coppia comica inedita, Napoli e Milano, un po' Yin e Yang, due diversità che combaciano: lui è un napoletano timido, un ossimoro vivente» dice Bisio. «Avevamo voglia di incrociare i nostri talenti comici, con un po' di paura iniziale: gli ingredienti c'erano, ma non era detto che la miscela funzionasse».
I talenti a volte si annullano, gli fa eco Siani - uno che, come Bisio ha verificato di persona (“Conosco Alessandro da tanto, l'ho visto a teatro, fa parte del mio lavoro di talent scout”), a Napoli è capace di riempire il San Paolo con 25 mila spettatori. «Noi ci siamo contaminati: due scugnizzi» spiega il comico napoletano. «Bisio ha i tempi: è come un anno, ha tutte le stagioni, l'estate e l'inverno, la tragedia e la commedia. Per trovarti male con lui, devi essere fuori stagione». Si sono trovati bene e hanno riempito il film del loro duetti. «Mi avevano sempre detto che improvvisare al cinema è impossibile, invece non facevamo altro»,racconta Siani. Forse si sono fatti prendere la mano, insinua Bisio . «Io e Alessandro ci abbiamo messo molto di nostro.
A film finito ho visto che Luca Miniero ha asciugato parecchio. E più lucido, com’ è giusto per un regista: io per una risata in più farei qualunque cosa. Chissà, magari con Alessandro continueremo in teatro, oppure con un bel film comico a briglia sciolta». Anche Siani ha già visto il film. «L'ho voluto vedere prima che uscisse sulle bancarelle a Napoli, magari con il titolo storpiato: Benvenuti su, oppure Benvenuti al Meridione. Ci tengo a sottolineare che non è la classica commedia all'italiana. Diciamolo, quelle non si possono più fare: non ci sono più i registi, gli sceneggiatori, gli attori. E se vogliamo dirla tutta, non ci sono neanche gli spettatori: sono tutti morti».
La commedia, in effetti, è francese. Si tratta di un vero remake, Fedele nella trama al film di Dany Boon. L'idea di Miniero e del suo co-sceneggiatore Massimo Gaudioso stata di trasferire sull'asse Milano-Salerno le gag a suon di pregiudizi Nord-Sud, che nella stagione passata hanno portato al cinema 20 milioni di francesi. Qui c'è Alberto (Bisio), responsabile di un ufficio postale della Brianza delle villette con moglie a caccia di upgrading socio-geografico (Angela Finocchiaro), che si finge invalido per conquistare l'agognato trasferimento all'ombra della Madunina, salvo, una volta scoperto, venire spedito per punizione in uno sperduto paesino della Campania. Dove si trova in balia del tenero postino Mattia (Siani) e della di lui fidanzata Maria (Valentina Lodovini). Il tutto è abbondantemente condito da cliché che Bisio e Siani hanno felicemente cavalcato (ma il comico napoletano ha ottenuto
che cambiassero nome al suo personaggio: «Originariamente era Ciro. Per carità, chiamiamolo Mattia»).
A forza di scherzare sui luoghi comuni, hanno scoperto di essere entrambi portatori (sani) di qualche pregiudizio. Il nordico Alberto, membro della confraternita del gorgonzola, arriva molto controvoglia al Sud con i1 giubbotto antiproiettile e la crema abbronzante convinto di andare in trincea. Il nordico Bisio («Non mi sento milanese, sono un piemontese anomalo, un po' ligure. Il cognome Bisio viene da Bixio, ho contribuito all’Unità d’Italia…»), invece, è arrivato sul set in cilento consapevole di doversi misurare con un paio di difficoltà: « La lentezza: noi milanesi siamo abituati a fare 100 cose in un’ora. E l'invadenza, l'idea che per eccesso di affetto ti soffochino di attenzioni. Sono arrivato una settimana prima di cominciare a girare e di primo impatto entrambe mi sembravano confermate: mi sembrava lento persino il bancomat. Il primo giorno ho fatto su e giù per la ‘vasca’ del paese, piena di bar, e bevuto 15 caffé, non potevo rifiutarmi, ho provato a chiedere un decaffeinato e sembrava un insulto. Morale, la prima notte non ho dormito. Poi sono entrato anch'io nel clima generale. All'inizio, ovunque vai, resti sempre milanese. Poi ti lasci andare. E mi sono accorto che i meridionali sono più discreti dei settentrionali: superata la fase di accettazione, sei uno di loro».
Così profondamente integrato Bisio, da arrivare a smontare il pregiudizio iniziale di Siani. «Se chiedi l'ora a un napoletano la risposta e: "Ma perché, che devi fare?" Il milanese lo sa sempre che ora è. Il milanese lavora 24 ore su 24. Se no sta male. Conoscendo Claudio e i suoi orari rilassati gli dicevo: be', cerca almeno di essere all’altezza della vostra fama. Arrivava la pausa pranzo sul set e io gli proponevo di mangiare il cestino, per fare prima. Lui no, preferiva due spaghetti al ristorante, guardare il panorama, e poi una passeggiata, la partita di tennis. Per lui non e stato un film, e stata 'na Pasquetta».
Su una cosa sono d'accordo: per fortuna che sul set c'era Angela Finocchiaro. «Lei nella comicità è scientifica » sostiene Siani. «Io e Claudio due scugnizzi fuori controllo, lei una preside con i tempi comici perfetti: ci riportava in riga in un attimo». Bisio la vede più come una complice. «Angela ha una carriera che assomiglia alla mia, nel senso che superata una certa età è ancora più ricercata. Abbiamo trovato i ruoli giusti, essendo comici a questa età siamo nel nostro. La prima cosa che ho scritto era per lei per Zanzibar, annata 1987-88. con Silvio Orlando. Quando recitiamo insieme andiamo a memoria».Tra le intenzioni del film girato in Cilento, c'era anche quella di mostrare un Sud diverso. «un piccolo paradiso terrestre con un mare pazzesco, ambiente tranquillo, gente aperta», dice Bisio. Un paradiso sconvolto, mentre il film era alle ultime fasi di lavorazione, dall'omicidio di Angelo Vassallo il sindaco di Pollica. «Noi non abbiamo conosciuto Vassallo, ma abbiamo girato in un
paese vicino al suo, con un'idea di cilento vicina alla sua» racconta Bisio. «Fino a un minuto prima della sua morte avrei detto che è un vero paradiso, dove si vive rilassati, non esiste microcriminalità. Forse era tutto nascosto sotto al tappeto, forse proprio perchè era possibile un altro Sud lo hanno colpito. Ho suggerito a Luca di dedicare il film a Vassallo, a quelli come lui». Sono in tanti, dice Siani, che non si rassegnano. «La notizia ci ha sconvolto, era un personaggio carismatico. La nostra è una commedia, ma spero che serva come una piccola goccia a far pensare». Soprattutto sui microconflitti
Nord-Sud. «In Italia siamo sempre all'anno zero, stanno mettendo Garibaldi in condizione di risvegliare Anita e tornare a farsi una scampagnata». Anche il neocampano Bisio concorda: «Da noi la questione meridionale esiste sempre, tra secessioni e federalismo, magari anche una commedia può fare molto».