Zelig circus 2006
Famiglia Cristiana
Zelig, quasi un addio
Nato vent’anni fa in un locale milanese, celebra i 10 in tv. Sarà l’ultima volta? “Di sicuro, l’anno prossimo non ci saremo”, dice Bisio. “Poi, chissà…”
Torna, il 27 gennaio su Canale 5, lo spettacolo comico più amato dagli italiani
Vent'anni, ma ne dimostra poco più della metà, è un adolescente dispettoso e irrispettoso che ha tre padri, Gino, Michele, che sono noti solo con il nome, mentre il terzo lato del triangolo acuto, naturalmente preferisce usare solo il cognome, Bozzo. Questo è Zelig, che compie quattro lustri di vita proprio alla vigilia del decennale televisivo che comincerà il suo nuovo viaggio in tv venerdì 27 gennaio su Canale 5: almeno nelle intenzioni, sarà per l'ultima volta.
Se ne dicono tante cerco di provocare Claudio Bisio, ancora saldamente al timone dello spettacolo di “arte varia” più famoso d'Italia , ma l'anno prossimo non ce la farete a star lontani dal tendone di Sesto San Giovanni.
Scommettiamo, Claudio?
“Non scommetto perché non voglio derubarti: l'avventura del tendone si conclude quest'anno, dopo le 11 puntate in programma, poi ci fermiamo davvero almeno per un anno. Non è un addio, ma non so proprio fissarti da ora un nuovo appuntamento. Che potrebbe essere anche su una nave. O chissà dove...”.
Però, almeno questo potrebbe essere davvero un lieto fine...
“Una conclusione “epocale” (ride pensando all'abuso che ultimamente si è fatto dell'aggettivo, ndr.), però stavolta faremo i fuochi d'artificio. Dieci anni fa, un 16 maggio, sotto il segno del toro, un gruppo di pazzi scatenati si riunì in viale Monza, a Milano, per festeggiare il decennali del locale e quello che accadde quella sera fu proposto ai telespettatori il 10 e l’11 ottobre successivo: c'erano Aldo, Giovanni e Giacomo, Paolo Rossi, Ligabue, Elio e le Storie Tese, Lella Costa e tanti altri amici. Alcuni erano già con noi quando veramente Zelig cominciò a vagire, vent'anni fa. Come Francesco Baccini, Luciana Littizzetto, Marina Massironi, Cochi e Renato. In viale Monza hanno fatto le ore piccole un po' tutti, c'era Simona Ventura, la “santa dei naufraghi”, e lo spettacolo si chiamava Facciamo Cabaret. Poi Paola Barale, Natasha Stefanenko, Paola e Chiara, la Hellen Hidding made in Olanda, e Michelle, la svizzera più simpatica di una romagnola, e ora c'è Vanessa Incontrada, da Barcellona, Spagna, che ha più simpatia che lentiggini. E di quelle ne ha davvero tante!”.
L'idea vincente di questo decennale ma guai a parlare di autocelebrazione è quella di invitare a ogni puntata qualcuno dei “soci fondatori”, e secondo i tre saggi, ma ne sono certo anch'io, verranno tutti a fare una rimpatriata.
Anno di genetliaci di Zelig ultima edizione. “Vado a memoria”, premette Bisio, “ma secondo me, Gino e Michele si conoscono da trent'anni, frequentavano la stessa scuola, il liceo Tito Livio, ma non la stessa classe. Bozzo è più giovane ma non lo dimostra. Sono praticamente complementari, Gino è il matematico, Michele l'umanista e Bozzo li coordina; non si può chiedere di più a una squadra ideale”.
E a proposito di squadre, ce n'è una che sta proprio nel cuore di Claudio, il Milan; nello studio c'è parecchio rossonero, foto, poster. Conoscendo la mia fede calcistica, Claudio mi mostra una foto di lui a Manchester quando nella finalissima Shevchenko segnò l'ultimo rigore e, battendo la Juventus, il Milan diventò campione d'Europa.
Bisio è reduce da un'impegnativa tournée che ha portato nei teatri italiani il monologo Grazie di Pennac. Ha girato un film a Bologna, un giallo d'azione che vedremo tra qualche settimana, e adesso è pronto per l'ultima avventura e l'ultima sfida: non perdere neanche uno dei 10 milioni di italiani che 12 mesi fa hanno seguito in televisione il capocomico, la primadonna e tutti gli altri, da Oreglio a Comacchione, da Ale e Franz alla buffa professoressa dal linguaggio criptico, che è diventata un tormentone soprattutto tra i ragazzi, a Katia e Valeria, le due studentesse che, secondo la “trimurti”, avranno quest'anno la loro consacrazione.
Quest'anno precedete di poco le elezioni: come la metterete con la impar condicio?
“Ci siamo fatti le Europee, le Regionali, chi vuoi che ci ammazzi! No, mi rendo conto dell'importanza della posta in gioco, ma noi cercheremo di restare quello che siamo sempre stati e che il pubblico ha premiato”.
Suona il campanello e Claudio, che mi aveva preannunciato l'arrivo di un'ospite, fa cenno di congedarmi, ma la persona entra subito e mi butta le braccia al collo, lasciando Claudio di stucco. Lei è Paola Folli, una bravissima vocalista che avevo conosciuto a un Festival di Sanremo, dove s'era presentata come solista ma non aveva avuto, immeritatamente, il gradimento delle giurie. “Beh”, fa Claudio, “visto che vi conoscete posso anche dirti che lei è la mia vocal coach, in sostanza mi insegna a cantare, e lo fa anche con Vanessa”.
