Benvenuti al Sud
Il Riformista

«Grazie Bisio» Il Sud riscattato solo al cinema

EROE PER CASO. A colloquio con il protagonista di "Benvenuti al Sud" dopo il clamoroso record d'incassi: «Abbiamo stracciato DiCaprio anche nell' avaro Nordest. Un successo trasversale perchè il popolo è unito, i politici sono rimasti indietro». La dedica (nascosta) ad Angelo Vassallo: «Un grande».

Testata
Il Riformista
Data
10 ottobre 2010
Firma
Cinzia Leone
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A 150 anni dall'Unità d'Italia, il derby Nord-Sud divide, appassiona e riempie le sale cinematografiche. Tutte le sere, dopo l'ultimo ciak del suo nuovo Bar Sport tratto dal libro di Stefano Benni, Claudio Bisio apre il suo blog, strapieno di commenti su Benvenuti al Sud. Il film sbanca i botteghini, più di 7 milioni di euro di incasso nella prima settimana di programmazione: «Stiamo stracciando il bellissimo film di Di Caprio - commenta Bisio al Ri[ormista - persino nel Nordest, di solito molto avaro quanto a presenze in sala, abbiamo raggiunto cifre da record».
Benvenuti al Sud e la storia del responsabile dell'ufficio postale di Usmate Brianza, un borghese piccolo piccolo che, per compiacere la moglie, si finge invalido pur di ottenere il trasferimento a «Milan l' è un gran Milan». Scoperto, come punizione viene spedito per due anni in un Cilento a metà strada tra il Far West e il paradiso, finisce per scoprire il temuto Sud, e amarlo. Nelle sale cinematografiche fa il pienone più di un thriller. Gli italiani confusi e in crisi di identità, sedotti dai localismi, desiderano ritrovare un'idea di comunità. 150 anni dopo l'Unità d'Italia, si guardano allo specchio e fanno un check. Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani o il contrario? «Gli italiani ci sono già. E da Lampedusa alla Valle D' Aosta, sono migliori di chi li governa. Sono i politici a essere rimasti indietro. Il successo trasversale del film lo dimostra». Il film è un remake, all'inverso, del successo francese Giù al nord di e con Dany Boon. Forse i poli della pila si possono invertire ... « Sì, varrebbe la pena di pensare a un "Benvenuti al Nord". Chissà ... ».
II blog di Bisio ribolle di commenti e restituisce un Sud di emigranti del nuovo millennio, appassionato, nostalgico e innamorato della propria terra. «Sono una ragazza nata in Puglia , a Brindisi, che da 16 anni vive a Parma dove ho studiato e dove lavoro felicemente sposata con un terroncello come me. Ogni volta che torno giù a casa mia ... piango due volte ... perchè mi emoziono nel rivedere il mio sole, il mio mare, la mia terra rossa con gli ulivi, il calore e l' amore della mia gente e poi piango a dirotto ogni volta che prendo quel treno che mi riporta su. Io non ho pregiudizi verso il Nord (o Norde?), anzi ringrazio il Nord che mi ha dato un lavoro ma sono orgogliosa di essere una donna del Sud che difende la propria terra con tutta se stessa contro ogni pregiudizio».
Molti i commenti dei meridionali, struggenti, appassionati, un filo diretto di Bisio con il suo pubblico. «Il Sud è amore ... calore ... amicizia, anche quella data verso chi si conosce da poco e che si aiuta come se fosse di famiglia. Il Sud è allegria ... la tazzulella di caffè, il limoncino, le colazioni ricche, i sentimenti, i consigli ... questo perchè fa parte del nostro Dna far sentire una persona di famiglia e volergli dare tutto quello che abbiamo e a volte anche che non abbiamo». Oppure: «Grazie per aver fatto capire che forse è ora di mettere da parte i pregiudizi verso il Sud ... grazie per aver fatto capire che non ci sono Polentoni e Terroni, ma solo Italiani e che l'Italia è di tutti». E ancora: «Sono nata a Milano, figlia di napoletani, vivo per lavoro tra Napoli e Milano e apprezzo sempre più entrambe le realtà. Il problema di fondo che io vedo è che al nord ci sono troppi preconcetti dovuti alle errate comunicazioni dei mass media che tendono, sempre, ad enfatizzare ciò che accade al sud e sminuire quelli del nord, se a questo ci aggiungiamo chi governa il sud, beh la frittata è fatta!». E poi: «Castellabate è provincia di Salerno e poco ha a che vedere (te ne sarai accorto) con Napoli. Sia chiaro, non è un discorso di campanilismo calcistico (anche se quella maglia azzurra nel Cilento stona e non poco), ma di legittima rivendicazione identitaria». Bisio ha fatto centro nel cuore del Sud? Sembra di sì. Ma molti scrivono anche dal Nord.
Nelle sale da una settimana, Benvenuti al Sud unisce il popolo degli emigranti che ancora attraversa la penisola come un fiume carsico. Meno visibili di quelli degli anni Cinquanta con la valigia imbottita di pasta e pomodori fatti in casa, spesso sono emigranti intellettuali, laureati e a caccia di futuro, più consapevoli e meno pronti a concessioni culturali e meticciati. Nord e Sud con l'emigrazione si sono mischiati. L'Abbatantuono di Eccezziunale veramente parla un grammelot, che rivela un desiderio di mimetismo e insieme di tradimento dell'identità. Meglio l' omologazione o la diversità? «Omologarsi? Mai. Mantenere separati e distinti il gusto e il sapore della mozzarella e quello del gorgonzola. Prendere il meglio dell'uno e dell'altra, aprire gli orizzonti e scoprire che ci sono sapori diversi che vale la pena conoscere ... Il meticciato non è trasformare i colori in un beige omogeneo. Gli angoli non vanno mai smussati. Il protagonista del film è un ignorante, ha paura dell'altro. Ma non è negativo e neppure un gretto solo pieno di pregiudizi. E’ come se andasse in India o nella foresta vergine. Fa parte di quella categoria che magari va una settimana alle Maldive ma non è mai uscito dalla Brianza. E la tensione è biunivoca. Anche il Sud teme il Nord».
II Nord teme il Sud come una malattia infettiva, ma il protagonista del film finirà per farsi contagiare. Il Nord ha un complesso di superiorità? O piuttosto di inferiorità? «Storicamente di superiorità. Ma anche d'invidia. Per il mare, il sole e i ritmi. Una lezione di vita. Tutto è più tranquillo e ti insegna che la vita è una sola e non dura in eterno». Il film è girato a Castellabate, che non è Rosario, ma è a pochi chilometri da Pollica. Castellabate è un oasi felice dove si fa la raccolta differenziata, ma il sindaco di Pollica è stato ucciso il 5 settembre. Alla cronaca non si sfugge. «I paradisi non esistono e bisogna sempre tenere la guardia alta. Con il regista abbiamo deciso di dedicare il film al sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Non c'è stato il tempo di scriverlo sulle copie in distribuzione». Nel film il protagonista parte verso il Sud con una crema solare protezione cinquanta e con indosso un giubbotto anti proiettile. «Dopo l'uccisione di Vassallo, m'è venuto da pensare che forse le cose sarebbero andate diversamente se quel giubbotto antiproiettile l'avesse avuto lui. Il fratello ci ha scritto per ringraziarci. Era un grande sindaco e ha fatto molto per la sua città, sapevamo quanto facesse per un "turismo pulito"».
Bisio è di Novi Ligure, ma è cresciuto a Milano. Un lombardo accanito. Dopo Benvenuti al Sud, pentito? «Sono un milanese d'adozione, ma i milanesi doc si contano sulle dita di una mano ... Pentito? Dal punto di vista artistico un dialetto vero mi manca. Gino e Michele, i due autori di satira milanesi da tre generazioni, sul mio accento milanese hanno avuto a che dire. Si sono lamentati di un mica al posto di un minga. Il meticciato non è mica facile». In Italia, anche la comicità sembra divisa in due: comici al sud e cabarettisti al nord. «Sono comicità diverse. Quella milanese è surreale e mitteleuropea. Quella di Cochi e Renato o di Elio e le storie tese, tutta fatta di giochi di parole. Al sud vince sempre il teatro. Ma c'è uno Zelig anche a Napoli. E il regista di Benvenuti al Sud è un napoletano». Il Sud per Claudio Bisio è diventata una missione. «Si. Ma senza omologarsi. C'è un Sud in tutti i Nord». Chissà se ci casca: meglio Totò o Bramieri? «Totò. E soprattutto come attore cinematografico. Non il Totò di Uccellacci e uccellini ma quello de I soliti ignoti. Bramirei, anche se sono riuscito a vederlo a teatro, per me è la televisione. Toto e Peppino De Filippo con i colbacchi a Milano che chiedono al vigile di Milano "Noio vulevon savuar. .. " c'entrano molto con Benvenuti al Sud. Sono l'archetipo del viaggio di conoscenza, dello smarrimento, ma anche della crescita e della conoscenza dell'altro che ne deriva. E, azzardo, anche con Giù al Nord, il film francese che abbiamo usato come riferimento. Secondo me Dany Boon ha visto quel film. Se la mia intuizione è giusta Benvenuti al Sud sarebbe un remake di un remake ... Un gioco di specchi».
II Nord incontra il Sud. E Roma? Saltata. «Roma nel cinema l'ha sempre fatta da padrona. Però è vero, il cast come lingua comica e bipolare, Milano-Napoli. Ma e anche inedito. Abbiamo avuto grandi coppie comiche Troisi napoletano e Benigni toscano, o Boldi milanese e De Sica romano. O Verdone e Sordi, due romani doc. Ma una coppia comica fatta da un milanese e un napoletano non me la ricordo. Accostare i due accenti e le due lingue vuol dire mettere insieme ritmi diversi come quello di Siani e il mio. Non solo lui ha i capelli e io no, ma io parlo a raffica mentre lui ha pause che io riempio sempre. Ma il Sud non è solo Napoli».
Una carriera di teatro e comicità quella di Bisio, sempre con partner femminili, molto valorizzate. Le donne sono un Sud? «Per noi uomini si. Nord e Sud e uomo e donna sono due polarità, come città e campagna. Per citare il "compagno Mao", sono contraddizioni in seno al popolo, quindi risolvibili senza troppe "rivoluzioni", ma con una buona dose di curiosità reciproca. Io sono curioso e mi piace ascoltare chi ho al mio fianco. Con le attrici con le quali ho lavorato ci si ascoltava davvero, al di la del copione. E si andava a braccio ... ». Un film che doppia, anzi triplica gli incassi di Di Caprio, una trasmissione televisiva cult come Zelig e molto teatro alle spalle. Della durata, Bisio è uno specialista. «Il vero segreto di Zelig è il teatro, con un pubblico vero davanti. Il mio è cabaret teatro, con una sua trama e una sua logica e un pubblico che segue dall'inizio alla fine. Uno spettacolo autentico, senza applausi preregistrati e tutto di seguito, live. La trasmissione come la vedete, con le interruzioni pubblicitarie viene costruita in postproduzione. Vengo dal teatro, e come mi ha insegnato il mio amico e maestro Bergonzoni, con un pubblico vero qualsivoglia e pagante, basta un euro, il miracolo è fatto». La politica, barzellette comprese, ruba il mestiere ai comici. Berlusconi a Zelig, Bisio lo prenderebbe? «Come tutti dovrebbe fare un provino. E dovrebbe far ridere davvero».