Zelig circus 2006
Oggi

Mentre furoreggia in Tv, Bisio torna al cinema con un duplice ruolo

Per Vanessa e Stefania mi faccio in due. Anzi: in tre

Testata
Oggi
Data
8 febbraio 2006
Firma
Maria Laura Giovagnini
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Con la Incontrada a “Zelig” sono comico; con la Rocca in “La cura del gorilla” sono un inquietante schizzofrenico”, racconta l’attore. Che nega di essere “doppio” anche nella vita: “sono di sinistra ma nel lavoro in piena libertà nella rete di Berlusconi”. E ricorda quella volta in cui…
Dal 3 febbraio non telefonate a quelli dell’89.24.24 per aver suggerimenti su un film. Vi anticipiamo noi quale sarà la risposta: La cura del gorilla, naturalmente. È il minimo che possono fare per il loro testimonial eccellente, di nuovo sul grande schermo dopo sei anni.

In Tv con Zelig, al cinema con un thriller: Claudio Bisio si fa in due…

Veramente mi faccio in tre…”, precisa scherzando. “Il personaggio che interpreto ha una doppia personalità: è il Gorilla, un buttafuori deluso dalla vita, e il suo alter ego, il “Socio”. Tanto il primo è esitante, imbranato, tanto l’altro è sicuro di sé, procede come un treno senza preoccuparsi cosa sia politicamente corretto. Anche con le donne sono all’opposto: il Gorilla è pieno di tentennamenti, balbettii; il Socio va al sodo. Ma non è una storia tipo Dottor Jekyll & Mister Hyde: io non mi trasmormo, resto sempre me stesso”.

Come è venuto in mente ai produttori di scegliere lei, di cui grazie a Zelig il pubblico riconosce siprattutto le irresistibili doti comiche?

Non è venuto in mente ai produttori. È venuto in mente a me. Colpa del mio libraio di fiducia: sapendo che amo i gialli, tre anni fa mi ha consigliato La cura del gorilla (appunto), il secondo thriller di Sandrone Danzieri. Ne ho amato l’ironia, il sarcasmo, il disincanto, l’ambientazione milanese perfetta e ci ho subito visto la possibilità di trasformarlo in film, benchè non avessi affatto chiaro come sarei riuscito a rendere lo sdoppiamento del personaggio. Comunque, con la complicità del regista (Carlo Sigon) e dello stesso Dazieri, che ha curato la sceneggiatura, il progetto si è concretizzato”.

L’ha forse attirata il fatto che, nella vita, si “sdoppia” un po’ anche lei? È dichiaratamente di sinistra ma lavora in una rete di Berlusconi, accetta pubblicità ma rifiuta Sanremo (e un sacco di soldi) per evitare telepromozioni…

Quanto a Berlusconi, mi limito a ricordare che ho recitato “I bambini sono di sinistra” a Zelig e non è successo niente, l’ho recitato su Raitre e c’è stata un’interpellanza parlamentare… Per la pubblicità, dico solo che uno spot è una microstoria, io non invito direttamente a comprare quel prodotto”.

Ok, torniamo al film.

È la storia di una guardia del corpo irresistibilmente attratta dall’odore dei guai. Così, quando un0assistente sociale (Stefania Rocca) gli chiede di scoprire l’assassino del fidanzato albanese, lui cede. Vedrete che sorpresa: il fidanzato è Kledi Kadiu, il ballerino: è bravissimo. Peccato che venga ammazzato dopo la prima scena! Parallelamente, il Gorilla deve preoccuparsi del suo lavoro ufficiale: scortare un divo americano arrivato in Italia per lanciare un videogioco. È impersonato da Ernest Borgine, un mito. A 89 anni era lui, con la sua pacatezza, la sua rilassatezza a smorzare il clima a volte stressante sul set. Verso la fine delle riprese, quando tutti non ne potevamo più di mangiare i pasti preconfezionati, lo vediamo fare la scarpetta con gusto, commentando: “Good, good!”. È stata una bella lezione da parte di uno che ha contribuito alla storia di Hollywood e ha persino vinto un Oscar”.

Si sente più Gorilla o più Socio?

Il Gorilla ha una biografia simile alla mia: sono cresciuto a Milano (la mia famiglia veniva da Novi Ligure); ho attraversato gli anni Settanta e poi gli anni Ottanta sempre “da sinistra”; ho frequentato il centro del Leoncavallo… però è il Socio quello che mi affascina di più: rappresenta quello che potevamo ma non abbiamo avuto il coraggio di essere, è un “buon selvaggio”, un tipo “pane al pane e vino al vino”, se ne frega del bon ton. E poi il suo modo di comportarsi con le ragazze. Io faccio parte di una generazione incerta, che si è creata mille problemi e si preoccupava dei preliminari… Sono un po’ male, confesso, quando abbiamo indetto un sondaggio tra le nostre amiche in fase di sceneggiatura: “Preferite lo stile rispettoso del Gorilla o quello rude del Socio?”. La maggior parte ha risposto: “Quello del Socio”. Ah, averlo saputo…”.

Ormai è tardi?

Sono uno fedele. Da quando ho deciso di mettere su famiglia, mia moglie (Sandra Bonzi, ndr) e miei bambini vengono al primo posto”.

Bambini fortunati: chissà quante risate…

Oddio, non è che io possa sparare battute 24 ore al giorno (anche perché almento 8 ho bisogno di dormirle, sennò non carburo), né di sorridere sempre come un beota. Eppure è quello che ci si aspetta da me. Se cammino tranquillo per strada, mi capita che qualche passante osservi: “Quanto è serio, oggi!””.

Ci si sente un po’ schiavo del successo, insomma. Per questo ha deciso di sospendere Zelig almeno per un anno.

No, no. Dopo un decennio esatto, non volevamo stancare noi stessi e gli spettatori. Se lo riprenderemo, non sarà da un tendone, non sarà nello stesso periodo… Ci penseremo”.

Lei è nato con il teatro, ha avuto successo col cinema in film come Mediterraneo, è esploso in Tv con Zelig. A cosa si dedicherà da grande?

La ringrazio per il “da grande”, visto che nel 2007 compio 50 anni… Sinceramente, non me ne preoccupo. Ora devo fare i conti con questa scommessa ambiziosa, il film. Mesi fa, quando ho portato a teatro Grazie, un monologo di Daniel Pennac che con Zelig non ci azzecca nulla, la gente ha gradito. Se accade pure col Gorilla, bingo!!!”.