Bar Sport
Sette - Il Corriere della Sera

BAR SPORT

Trentacinque anni dopo arriva al cinema

Testata
Sette - Il Corriere della Sera
Data
13 ottobre 2011
Firma
Stefania Ulivi
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Immagine dell'articolo su Sette - Il Corriere della Sera
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Il romanzo di Stefano Benni diventa un film. Con tutti i personaggi del libro. E pure la dolce Luisona. ‘ Un sogno ’. Dicono regista e produttore, che inseguivano fin dall’università.

Poeti, santi, navigatori. Dovendo aggiornare quella descrizione aulica e muscolare delle genti italiche, la categoria più diffusa è certamente "fenomeni da bar". Quelli che la sanno sempre più lunga degli altri. Quelli che se me lo dicevi prima. Quelli che è sempre colpa di qualcun altro. Quelli che tutte mi vogliono. Quelli che come lei nessuna mai. Quelli che io l'avevo detto. Quelli che ben altro servirebbe. Insomma, quelli che, 35 anni fa, Stefano Benni prese a modello per un libro assai longevo e rivelatore, Bar Sport, il suo primo fortunatissimo romanzo. Più che un punto di ritrovo, si sa, il bar sport è un luogo dell'anima, capace di miscelare tutto come il juke box che rimanda Raul Casadei e Iggy Pop, un luogo popolato da maschere intramontabili, il barista, il ‘tennico’, il rappresentante, il geometra. la cassiera, il nonno, il cinno. il playboy,le vecchiette perfidamente angeliche, i campioni leggendari, i fancazzisti seriali. Luogo impermeabile al cambiamento, come lo stesso Benni si trovò a dimostrare in Bar Sport 2000, dietro al restyling di banconi e arredi, gli stessi immutabili fenomeni. Fenomeni, a modo loro, sono stati anche Massimo Martelli e Gianandrea Pecorelli - regista e produttore - che si sono lanciati nell'impresa di convincere Benni, detto Lupo dagli amici (e non perchè ulula alla luna), a concedere i diritti di una sua opera per il cinema.

NELLA TANA DEL LUPO
‘E’ un miracolo, in effetti, per chi conosce la ritrosia di Benni’, si stupisce a cose fatte Martelli . ‘Fare un film da Bar Sport era un nostro pallino fin dai tempi del Dams dove ci siamo conosciuti ’. Quattro anni fa hanno iniziato a pensarci seriamente. ‘Ci pensavamo, ma neanche noi eravamo sicuri che Benni avrebbe accettato’. La preoccupazione del Lupo era soprattutto una, la stessa che in tanti anni lo ha tenuto distante dal cinema - a parte un' incursione come regista di Musica per vecchi animali con Dario Fo, Guccini e Paolo Rossi - mentre volentieri si è concesso al teatro. ‘ Il suo timore ’, racconta Martelli, ‘è di risultare volgare, cosa che spesso succede trasferendo una scrittura comica sui grande schermo ’.

AUTOCANDIDATURE
Qualche settimana fa, i due hanno tirato un respiro di sollievo: ‘Benni ha visto il film. "Sono contento", ci ha detto alla fine, “perché non è volgare”. Riondino che lo conosce bene ha tradotto: vuol dire che gli è piaciuto molto’. Non è stato per nulla difficile invece mettere insieme il cast. Anzi. abbondavano le autocandidature. ‘Non sono Muccino’, scherza Martelli, ‘ma appena si è sparsa la voce che facevano Bar Sport hanno iniziato a chiamarmi tutti, pronti a fare qualunque cosa pur di esserci’.
Non potevano mancare quelli che Benni lo hanno portato in teatro, a cominciare da Claudio Bisio, il "tennico", il tuttologo che sa tutto di tutto e non si astiene mai dal farlo notare, ‘ è il narratore, insieme al proprietario del bar, Giuseppe Battiston, detto Onassis per via di una certa ritrosia a spendere, un uomo che aprendo il bar ha realizzato il suo sogno’. E poi Antonio Catania (Muzzi, cha una battuta cattiva per tutti, ma senza il bar sarebbe perduto); Angela Finocchiaro e Lunetta Savino (Angela e Lunena. le vecchiette, esperte in morti, malattie e necrologi: ‘Hanno accettato volentieri di invecchiarsi’); Teo Teocoli (il playboy, ‘l’'ex bello che racconta al presente le avventure del passato ’); Claudio Arnendola (il rappresentante, colui che ha un incontro molto ravvicinato con la Luisona, la decana delle paste, la ‘ pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di granella in duralluminio’); Antonio Cornacchione (Bovinelli. ‘uno dei personaggi più poetici, passa la vita a prendersi cura di un'insegna che non si accende mai ’ ); Vito (il geometra Buzzi, ‘che si è sposato la bella del paese per il suo conto in banca ’). E, poi, Aura Lorenzetti (la cassiera Clara), Bob Messini (Cocosecco), Pinolli (Gianluca Impastato), Roberta Lena (Elvira lire tremila).

NEL PAESE DELLE DONNE
Prodotto da Aurora film e distribuito da 01, la pellicola esce il 21 ottobre, dopo un'anteprima a Sant'Agata Bolognese dove Martelli e Pecorelli hanno trovato il perfetto Bar Sport (ovvero con l'accesso sulla porta principale), ‘È l'unico paese interamente amministrato da donne sotto i 40 anni.
Un gioiello di efficienza e integrazione. Fa pensare ’ , precisa Martelli.
Passato l'esame di Benni, ora il film arriva ai fan dello scrittore, severi più del Lupo, di cui riveriscono l'opera omnia anche on line in siti tipo Bennologia . ‘Non abbiamo voluto fare un film a episodi ’, dice il regista, ‘volevamo essere fedeli allo spirito del libro, tenere il grottesco e il surreale. Tutto si svolge in un unico bar, tra un gruppo di amici. Non ci siamo sognati di scrivere "alla Benni". Lui ci ha dato dei suggerimenti, ha corretto alcune cose, ha inserito qualche dialogo, per esempio, per le vecchiette. Poi per tenere alcuni suoi gioielli di scrittura ci siamo affidati agli effetti speciali’. Specialissimi: inserti di animazione realizzati da Giuseppe Lagana storico collaborarore di Bruno Bozzetto. Cose come “era così caldo che i coccodrillini scappavano dalle magliette e andavano a tuffarsi nelle granite al tamarindo”, che i realizzatori non volevano affidare a una voce fuori campo.
Si chiude il cerchio, e Bar Sport il film diventa argomento di dibattito al bar. Solo un tema non sarà dibattuto. ‘Ma giuro ’, rivela Martelli, ‘che me l'hanno chiesto: a chi fai fare la Luisona?’.