Bar Sport
Grazia

Vi invitiamo tutte al Bar

non uno qualunque, ma il Bar Sport.

Testata
Grazia
Data
19 ottobre 2011
Firma
Angelo Sica
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«Senza offesa, “Grazia” è un giornale femminile. E allora, caro regista, come pensa mai di invogliare le lettrici ad andare a vedere Bar sport, film che nel titolo evoca un mondo solo maschile?». Domanda legittima. La cosa bizzarra è che a farla sia l’intervistato che s’improvvisa intervistatore. Questa settimana, infatti, abbiamo come ospiti nella nostra “sala ovale” Massimo Martelli e Claudio Bisio: rispettivamente regista e uno degli attori della commedia tratta dall’omonimo libro di Stefano Benni, nei cinema dal 21 ottobre. E proprio Bisio si cala nel ruolo del reporter, scavalcando tutti noi. Il 54enne marchio di fabbrica di Zelig è una mitraglia di battute. E il coetaneo Martelli ribatte colpo su colpo. Altro che intervista, qui sembra si sia alzato il sipario di un cabaret. Conquistati dalla loro simpatia, rivolgiamo a Bisio solo un leggero ammonimento. Alla prossima “infrazione”, poiché gli piace fare il nostro mestiere, toccherà a lui sbobinare la registrazione dell’incontro: il velo di terrore che gli scorre sugli occhi è una traccia convincente del suo pentimento. ?Adesso possiamo ascoltare la risposta: «Il bar è un “contenitore” di storie universali», dice il regista. «Di sport ce n’è pochissimo: gli unici personaggi di questo tipo, il ciclista Pozzi e il calciatore Piva, sono stati trasportati sullo schermo in due brevi cartoni animati, per recuperare lo stile fiabesco dello scrittore. Alcune parti, poi, sono crudeli verso gli uomini: come quella del playboy, impersonato da Teo Teocoli, che ogni giorno racconta i suoi trionfi da tombeur de femmes con le tedesche sulla Riviera, mentre in realtà passa le estati nascosto in casa, facendo finta di essere al mare». Perché la parte del seduttore non è stata data a Bisio? La domanda arriva da una collega con un tono pieno di sottintesi: chi di battuta ferisce... «È un finto playboy. Che fa cilecca», ribatte lui, colpito nell’orgoglio. «Claudio, invece, fa il “tennico”», aggiunge il regista. «Uno che pretende di sapere tutto, dai pronostici sul calcio al funzionamento del carburatore della macchina». «Un rompipalle, insomma», è il coro della redazione. «Ecco perché ho preso lui», dice il regista. Film e libro condividono la struttura a episodi, per questo non c’è “un” protagonista. Il cast, però, è una garanzia: oltre a Bisio e Teocoli, vedremo anche Giuseppe Battiston, Antonio Cornacchione, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino, Claudio Amendola.?

Il film è girato nel piccolo paese di Sant’Agata Bolognese. Che atmosfera avete trovato??
Martelli: «Ci hanno accolto con un entusiasmo incredibile. Abbiamo usato molti abitanti del posto come comparse, ma anche come attori. Quando sono andato a fare i sopralluoghi avevo ancora dei ruoli scoperti, tra cui quello del “nonno”: presenza costante nel bar dalla sua fondazione, sempre intento a guardare la tv. Ero in piazza e immaginavo che questo personaggio dovesse abitare lì, stavo indicando un edificio quando la finestra si apre e si affaccia un tipo con in testa un basco da Unione Sovietica. Si accorge che stavo guardando nella sua direzione e urla: “Savvo’ da mme?”. È stata una folgorazione: avevo trovato il mio “nonno”. Anche gli attori professionisti si sono lasciati coinvolgere dal calore del paese e rimanevano a riprese finite. Avevamo la sensazione di soggiornare in un villaggio vacanze».?
Bisio: «Giuseppe Battiston è stato il più furbo. Mentre il cast era alloggiato in un hotel vista tangenziale da un lato e distributore di benzina dall’altro, lui era riuscito a trovare un appartamento nella piazza di Sant’Agata: andavamo da lui per l’aperitivo. E restavamo a cena: il suo talento in cucina è rinomato».?
M: «Ma dividevamo la spesa. A parte Cornacchione, il più tirchio del gruppo».?
Bisio, lei annuisce mentre si diffama un collega?
B: «Non è vero. Io sono neutrale. Cornacchione, ti voglio bene! (L’attore si avvicina ai microfoni dei registratori) Non posso fingere: Antonio, non pagavi maiii».?
M: «Voglio aggiungere una cosa sulla nostra location: il comune è amministrato da sole donne. E l’intera giunta comunale, per di più, è sotto i quarant’anni. Ogni tanto vedevo una di queste ragazze che litigava col salumiere e mi dicevano: “Quella è l’assessore all’urbanistica...”. Le cose lì funzionano benissimo e l’integrazione razziale è un modello felice per l’Italia intera. Da misogino integralista mi sono dovuto ricredere...».?
Non raccogliamo altre provocazioni. Ci racconti com’è dirigere Bisio??
M: «La sua migliore qualità è quella di non rubare mai la scena agli altri. Anche perché di solito gli attori con una grande verve comica vanno frenati».?
Qualche cattiveria oltre ai complimenti??
M: «Claudio è una pippa a tennis».?
B: «Stamattina ho perso in doppio: io e il produttore Giannandrea Pecorelli contro Massimo e mio figlio Federico».?
M: «Una partita facile».?
B: «Faccio outing: da quando ho compiuto cinquant’anni, visti gli acciacchi, ho abbandonato il calcetto. Vedevo in giro tanti vecchietti che giocano a tennis e allora ho pensato che potesse essere il mio sport. Mi alleno con metodo. E, con lo stesso metodo, continuo a perdere».?
Non quando è in “doppio” con Angela Finocchiaro: ormai sui set siete ufficialmente marito e moglie.?
B: «Non in questo film».
M: «Angela e Lunetta Savino sono due anziane signore che parlano solo di cadaveri e di malattie. Qualunque sia la stagione dell’anno, poi, portano al collo una stola di volpe spelacchiata con inquietanti occhi di vetro. Naturalmente, abbiamo invecchiato le due attrici».?
B: «Pochi minuti di trucco».?
Vigliacco.?

B.: «Nooo. Volevo dire ore e ore di make up».?
Anche da ragazzo sfornava battute a questo ritmo vertiginoso: che compagno di classe ci siamo persi??
B: «In realtà, il simpaticone della scuola non ero io, mi posizionavo al secondo posto. Sono sempre stato la “spalla”. Ad esempio, se oggi non ci fosse Massimo io non sarei così effervescente. Il mio gioco di rimando mi ha reso particolarmente fiero di una scena di Bar Sport dove improvviso uno sketch con due che giocano a carte... Massimo, come si chiamano?».?
M: «Pasca e Pilli».?
B: «Voglio dire gli attori, come si chiamano?».?
M: «Pasca e Pilli. Sono i cognomi, che ci posso fare?».
?B: «Io intendevo nome e cognome...».?
Questa gag ve la siete preparata.?
M: «No, tutto spontaneo. Claudio è un cretino naturale».?
B: «Vabbè, soprassediamo. Io m’intrometto nella loro partita, guardo le carte: “Metti giù l’asso, fai scopa!”. E loro: “Ma se stiamo giocando a tressette”. La scena ha funzionato così bene che è entrata nel trailer».?
Un dubbio: Stefano Benni è d’accordo su tutto??
M: «Ha approvato la sceneggiatura. E il cast che gli ho presentato era molto simile a quello che aveva in mente lui. Quando in seguito ha visto il film, si è congratulato perché non siamo scaduti mai in sketch volgari».?
Bisio, si definerebbe un comico? ?
B: «Massimo scuoti la testa? Ti cedo la parola».?
M: «Claudio non ha solo le corde comiche. Anzi, dà il suo meglio in ruoli completi: in Si può fare, interpretava un sindacalista trasferito in una cooperativa dove vengono accolti i malati liberati dalla legge Basaglia. Credo sia una delle sue migliori interpretazioni».?
B: «Mi sento un attore eclettico. Forse perché non riesco ad approfondire troppo. Se avessi fatto il musicista, ad esempio, avrei dovuto esercitarmi ogni giorno. Io sono un “superficiale”».?
A proposito di talenti eclettici, Bisio passa con disinvoltura tra cinema e tv, poi canta, scrive libri, fa il doppiatore (di Sid, il bradipo dell’“Era glaciale”). E ha dichiarato che vorrebbe fare uno show alla David Letterman.?
B: «Non vi ho dimostrato prima che sono uno spregiudicato intervistatore? L’infotainment mi potrebbe incuriosire. E non sarei un pesce fuor d’acqua. Nell’arco di due settimane, mi è capitato di trovarmi sul palco di piazza Duomo con il sindaco Giuliano Pisapia e alla presentazione dei palinsesti Mediaset con Piersilvio Berlusconi».?
E “Zelig”?
?
B: «Mi piace sempre, nonostante lo conduca da quindici anni. Ieri sera ero in viale Monza a vedere Zelig Off...».?
M: «Scommetto: tu e Cornacchione non avete pagato!».?
Lascerebbe la trasmissione, dopo tanti anni??
B: «Arriverà il giorno in cui me ne andrò».?
Anatema! E a chi darebbe lo scettro??
B: «Zelig ha un vivaio pieno di talenti. Federico Basso e Teresa Mannino sarebbero perfetti al mio posto».?
Michelle Hunziker, Vanessa Incontrada, Paola Cortellesi: parliamo delle sue partner nella conduzione: tutte brave e intelligenti, d’accordo, ma le differenze tra loro??
M: «Michelle Huntziker ha persino detto che eri figo in un momento di depressione».?
B: «Non era in depressione».?
M: «Stava davvero male: ha dichiarato che ci avrebbe provato, se tu non fossi stato impegnato».?
B: «Le ho mandato un sms: “Se me lo confessavi prima...”. Comunque, Michelle è svizzera. Algida».?
Michelle Hunziker è una donna fredda??
B: «Non ho detto fredda. Ho detto algida…come il Cornetto.” (si alza in piedi e ne fa l’imitazione).?
M: «Cornetto? Allora c’è stato qualcosa. Sandra (Bonzi, moglie di Bisio, ndr), hai sentito?».?
B: «Va bene, ho sbagliato: Michelle non è fredda. Vanessa, invece, è calda: più spagnola che svizzera. D’altronde, una ha i capitali all’estero, l’altra il default finanziario dietro l’angolo! Paola, poi, è italiana. Una romana, precisa, però. Quindi anche molto milanese».?
Martelli, ci salvi da questo delirio psico-geografico: perché ci sono così poche comiche nel cinema??
M: «Non è vero: è un ottimo momento per le attrici. Ce ne sono di bravissime che potrebbero essere protagoniste, se i produttori ci lasciassero scrivere film per donne. Anita Caprioli, ad esempio. E Claudia Pandolfi».?
B: «Sì, l’ho vista al matrimonio di Paola Cortellesi pochi giorni fa: è di una simpatia unica. Angela Finocchiaro è un’altra fuoriclasse».?
M: «In un altro paese le costruirebbero pellicole addosso come fanno con Meryl Streep e Whoopi Goldberg».?
E adesso, almeno una domanda personale. Il vostro identikit da papà??
B: «L’autorità quotidiana ce l’ha mia moglie. Ma se alzo la voce... non c’è niente da ridere. Anche perché a casa “non esercito”: semmai sono loro che fanno ridere me».?
M: «Io sono il papà-stuoino, con la parola “Salve” sulla schiena. Sono separato e i sensi di colpa impongono che mia figlia di dieci anni possa fare di me ciò che vuole».?
B: «I miei figli sono molto diversi. Alice è timida. Tanto che una volta, in prima elementare ha fatto come l’apostolo Pietro: quando due bimbi di quinta le hanno chiesto se si chiamava Bisio, mi ha rinnegato. Federico è il contrario, quando andiamo a teatro e mi riconoscono, mi dice: “Hai portato le cartoline per gli autografi?».?
M: «Gratis? Cornacchione si fa pagare un euro l’uno».