L'Era Glaciale 4
Corriere della Sera

Se Scrat separa i continenti

Tornano gli strampalati personaggi tra «Godot» e Beep Beep

Testata
Corriere della Sera
Data
28 settembre 2012
Firma
Maurizio Porro
Immagini
Immagine dell'articolo su Corriere della Sera

Quarta puntata, in dieci anni, delle avventure animate on the rocks della serie Fox dell'Era glaciale lanciata da un personaggio di irresistibile cocciutaggine, Scrat (cioè scoiattolo e ratto, squirrel e rat) sempre alla ricerca, inutile e infinita come in un'ossessione esistenziale degna di Beckett, dell'adorata ghianda che sfugge, è il suo Godot che non arriva. Per conquistare la quale stavolta il nostro spaccherà la crosta terrestre mandando alla deriva i continenti e dividendo così i nuclei familiari dei simpatici e popolari caratteristi della serie.

Tra lastre di ghiacci eterni restano la tigre Diego, il papà mammut Manny (con la voce impostata di Filippo Timi, accanto ai classici doppiatori Bisio e Insegno), Sid bradipo tonto (quelli a sua insaputa) con nonnina, tutti destinati all'incontro con le new entries dei pirati, ormai rientrati nell'immaginario minorenne, al comando della perfida Shira (doppiata da Francesco Pannofino); mentre sulla terraferma, si fa per dire, restano il resto della famiglia dei mammut con la figlioletta che scalpita, due opossum sempre della serie a loro insaputa etc. L'estrema caratterizzazione del disegno, le mostruosità picassiane dei lineamenti, i bulbi oculari spropositati, l'ostilità dei caratteri e il numero delle continuative catastrofi, avvicinano, anche per il convulso montaggio, la saga glaciale al Coyote e a Beep Beep dei rimpianti cartoon Warner «That's all folks!» di Chuck Jones.
Scrat è sempre il beniamino star, il destino cinematografico gli riserva una sorpresa ma vorremmo fosse più presente perché il suo tocco di lunare sfortuna paperinesca è la chiave del successo più originale di questo gruppo di survivor.
In questo episodio, ovviamente anche in 3D, non mancano le citazioni - dal Re Leone al Pianeta delle scimmie con la Statua della Libertà di sfondo - c'è il discorso paleo ecologico cui si aggiunge anche una lezioncina sui rapporti generazionali, guardando con cinismo da primo Sordi la nonnina sdentata e con tenerezza i complessi edipici della piccina mammut che si vuol rendere indipendente dal papà invadente. Lodevole per la mancanza di violenza, ma ripieno di umoristica crudeltà intellettuale, L'era glaciale 4, con le sue coloratissime patologie e la geografia surreale, finisce con una citazione dell'Inno alla gioia beethoveniano e si snoda in molte, troppe trovate, non tutte all'altezza, ma mescolate in modo che sembri sempre un fanta motore acceso.