L'Era Glaciale 4
La Stampa

L'Era glaciale non sgela

Anche nel capitolo 4 gag folgoranti e ottima gomputer graphic

Testata
La Stampa
Data
27 settembre 2012
Firma
A.LK.
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Quarto capitolo di L'Era glaciale, da cui si evince che la deriva dei continenti - ovvero la spaccatura della crosta terrestre che determinò l'attuale assetto del nostro pianeta - fu provocata da uno scoiattolo preistorico, Scrat, ignorato dai libri di scienza, ma ben noto ai bambini (e relativi genitori) di tutto il mondo. Stavolta, cercando di riprendersi la ghianda delle sue brame, Scrat l'ha combinata più grossa del solito mettendo a soqquadro la Terra.

Nel terremotato frangente, il mammut Manny vive il dramma di venir diviso dalla famiglia e dal branco: causa una violenta scossa, finisce infatti a vagolare nell'oceano su una lastra di ghiaccio insieme alla tigre Diego e il bradipo Sid con petulante nonnina al seguito. Lieto finale con salvifico approdo in un nuovo mondo, dove una rudimentale Statua della Libertà fa capire che la terra promessa può essere una sola. Per movimentare il lineare soggetto, gli sceneggiatori hanno immesso il cattivo scimmione pirata Capitan Sbudella, che a bordo di una nave di ghiaccio spadroneggia su una ciurma di cialtroni, con l'eccezione della grintosa tigre Shira, subito notata da Diego.

Sono trascorsi due lustri dal primo numero di questa deliziosa serie animata, che ha permesso alla Fox di ritagliarsi un posto al sole in un settore dominato dalla Disney; e gli 800 milioni di dollari incassati (a giro non completato) da Continenti alla deriva, dimostra la fedeltà dei milioni di spettatori piccoli (e grandi) che ne hanno determinato il successo. Vero che alcuni hanno lamentato che dal capitolo 4 si aspettavano di più, ma nessuno ha messo in dubbio la complessiva tenuta della formula: personaggi sempre adorabili, battute spiritose, gag folgoranti, ottima computer graphic, anche se la coppia di registi Martino & Thurmeier non ha i felici ritmi dell'abituale Carlos Saldanha (al lavoro sul sequel di Rio) e il 3D non aggiunge molto. Buono il doppiaggio italiano con gli ottimi Timi, Bisio e Pannofino. Insieme al film è proiettato un corto dei Simpson che da solo merita la visita.