Grazie
www.delteatro.it

E Bisio dice: "Grazie"

Testata
www.delteatro.it
Data
13 ottobre 2005
Firma
Maria Grazia Gregori

Il grande tormento di quel tipo spiritato, dai lunghi capelli gialli scomposti che assomigliaa un clown uscito dal nostro circo mentale, è un certo B. che nello spettacolo ha unadoppia identità. E' quel signor B., la cui sola iniziale fa ridere il pubblico con i suoi sondaggi che gli danno i suoi risultati, che gli permetteranno di vincere le sue elezioni...per Bisio. Ma è anche quel signor B., tremendo professore che gli ha condizionato la vita, per il protagonista del primo testo teatrale, Grazie, scritto da Daniel Pennac. Un lavoro un po' esangue, che gira attorno all'orlo di uno zero come un po' tutto Pennac, che gode di grandi ammiratori ma anche di tiepidi lettori (fra i quali mi metto anch'io).

In scena c'è un attore di mezza età che finalmente riceve un premio alla carriera che locostringe per contratto a girare di città in paese per una performance squinternata. Ossessione per ossessione, quelle di Claudio Bisio si intrecciano continuamente con quelle dell'attore mediocre, vincitore di un premio mediocre, inflazionato ormai dall'età dei vincitori. Dentro una società dello spettacolo totale come quella in cui ci ostiniamo avivere, i tormenti dell'inquieto Bisio e quelli del suo disincantato personaggio, vanno di pari passo. Basta guardarsi attorno. Nessuno che sappia dire qualcosa d'intelligente, la politica che mente, il mondo dello spettacolo poi... Meglio non parlarne. Forse l'unica creatura che pensa è il cane del protagonista, che ha l'hobby di fare i suoi bisogni contro ai piedi dei grandi manifesti elettorali dei politici che tappezzano i muri delle città, di quella gente celodurista che quando sente parlare di meticci gli viene voglia di sparare, di quelli con la faccia spiritata che occhieggiano dietro un'invitante fiamma tricolore...

E pensare che si era partiti dall'interrogativo-tormentone di come si possa e si debba ringraziare quando si riceve un premio o un'onorificenza - si prepara un discorso? Si va a braccio? Si finge timidezza? Si va diritti alla meta come un caterpillar? - E poi chi ringraziare? La giuria innanzi tutto e il pubblico e l'autore, ovviamente. Ma gli uomini che non devono chiedere mai e che non sanno come si ringrazia cosa faranno? Solo nel cerchio del tendone di un circo, sperduto dentro il rosso dei sipari e il grigio metallico delle quinte, arrampicato su di una scala o pontificante su di una pedana, il nostro logorroico, accattivante attore, il nostro «premiato per caso», interpretato da un Claudio Bisio che si fa in quattro, accompagnato da musiche d'altri tempi scelte per lui da Giorgio Gallione (sua la regia di questo Grazie), sa che talvolta la realtà può superare la fantasia e che il contingente non permette spazio per i sogni di nessun tipo. E allora fa l'illusionista e canta perfino, un po' guardando a Maurice Chevalier e un po' a Charles Trenet e moltissimo al pubblico che lo applaude.