Amore, Bugie e Calcetto
TV Sorrisi e Canzoni

Claudio Bisio si confessa sul set di “Amore, bugie e calcetto”

Ho perso la testa (ma per mia moglie)

Testata
TV Sorrisi e Canzoni
Data
4 agosto 2007
Firma
Nicoletta Brambilla
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Periferia di Udine, zona industriale. Claudio Bisio, nei panni di Vittorio, è il padrone un po’ “bauscia” della torrefazione Diana. La fabbrichetta è lo scenario del film “Amore, bugie e calcetto” che si sta girando in Friuli (e che uscirà nelle sale il prossimo autunno).
Molto dimagrito rispetto all’ultima volta che Sorrisi lo ha incontrato sulla scena di “Due imbroglioni e mezzo” (“All’epoca ero appena tornato dagli Stati Uniti, dove avevo girato “Natale a New York” e dove, in quattro settimane, avevo preso cinque chili: un disastro!” si giustifica l’attore), Bisio interpreta un uomo che al giro di boa dei cinquant’anni perde la trebisonda.
Mi innamoro di una ventenne, l’ex ragazza di mio figlio, faccio uso massiccio di Viagra per non deludere la mia nuova fiamma e di anabolizzanti per reggere le sfide di calcetto. Poi devo anche fronteggiare lo stress del lavoro: la mia fabbrichetta rischia di chiudere e io sento sulle spalle la responsabilità dei miei collaboratori, che poi sono I compagni delle scorribande calcistiche”.

II regista Luca Lucini, lo stesso di “Tre metri sopra il cielo”. Non teme di finire nel vortice di un serial generazionale?

Non ho questo genere di paure. Ho apprezzato “Amore, bugie e calcetto” e il suo regista sin dal momento della presentazione. Lucini, dopo averci incontrato singolarmente, ci ha dato appuntamento in un teatrino romano. Noi attori eravamo sul palco, lui in platea. Non mi era mai successo. In modo corale, come poi si è rivelato il film - del quale fanno parte anche Angela Finocchiaro, che fa la mia ex moglie, e Claudia Pandolfi, la consorte di un mio dipendente - abbiamo letto la sceneggiatura. Beh, ho avuta un'idea di insieme davvero molto interessante”.

Anche lei, come il suo personaggio, ha cinquant'anni. Vittima della medesima sindrome da Peter Pan?

Ho festeggiato il compleanno lo scorso 19 marzo e l'ho vissuto come una data storica: compivo gli anni, 50, era il mio onomastico, di secondo nome infatti faccio Giuseppe, ed era la festa del papà. Bingo! E poi mi sono organizzato una festa speciale. Ho radunato tutti i componenti di Comedians, il gruppo teatrale con il quale ho iniziato la mia carriera. Una tavolata alla quale hanno partecipato Gabriele Salvatores, Gino e Michele, Bebo Storti, Gigio Alberti, Antonio Catania, Paolo Rossi, Silvio Orlando e Renato Sarti. È stata anche l'occasione per festeggiare il ventennale di quel gruppo che peraltro partorì il film premio Oscar “Mediterraneo”. Per quanto riguarda la testa, io non l'ho persa, anzi sono serissimo”.

Ha però iniziato a suonare uno strumento musicale, a giocare a tennis, e si è comprato una motorona...

E tutta colpa di mio figlio... Scherzo ovviamente. Federico ha iniziato a suonare la batteria. Era un sogno che coltivavo da quando ero ragazzino e ho pensato che potevo dividere con lui l'insegnante. Ho scelto di giocare a tennis perché ci tengo a rimanere in forma e questo è uno sport completo. La moto, invece, è un vezzo, una passione che coltivo da una vita. Mi sono appena preso una Morini 9 1/2. Adoro perdermi tra gli Appennini e le valli che da Milano mi portano in Toscana, dove ho una casa. Ci vado da solo, tra strade statali e provinciali. Il resto della famiglia mi precede in macchina, in autostrada”.

E le ventenni? La lasciano indifferente?

Mi piacevano, quando avevo 15 anni. Ora sono innamorato soltanto di mia moglie”.