Cielito Lindo
Bruno Vecchi
«Rossi? Io guardo oltre»
Claudio Bisio sta preparando «Terza Repubblica», nuova trasmissione domenicale di raitre. Non un seguito di «Su la testa!» ma uno show dedicato ai gruppi «di resistenza umana», pieno di ospiti e musica. «Non farò il finto-presentatore, il nostro sarà un gioco scoperto»
Dimenticare Baggio. Il tendone. E, soprattutto, Paolo Rossi. L’invito di Claudio Bisio è perentorio. Terza Repubblica, in programma da ottobre, ogni domenica sera su Raitre, non sarà una sorta di Su la testa! Parte seconda. Promette l’attore: «Sarà una trasmissione che mischierà riflessioni e intrattenimentom musica e discussioni a tema». Utilizzando anche i gruppi di resistenza umana di Cuore.
Non ci sta, Claudio Bisio. Non ci sta a giocare con i fantasmi del passato. Né tanto meno a presentarsi come la logica alternativa domenicale alle esibizioni surreal-politiche di paolo rossi. Anche perché, se il piccolo schermo fa paura, i confronti da piccolo schermo rischiano di «uccidere». Anche le migliori intenzioni.
«No. La nostra trasmissione non sarà una continuazione di Su la testa!», premette l’attore milanese. E la sua, più che una chiarificazione utile e necessaria, somiglia ad un accorato invito a non confondere le acque. A non fare confusione tra ieri ed oggi, tra il tendone di Baggio e lo studio di Corso Sempione. Dove Bisio e compagnia andranno in onda, da ottobre per otto settimane (la domenica in seconda serata su Raitre), con la loro trasmissione. Che fin dal titolo, Terza Repubblica, appare un invito a guardare oltre.
«Mentre tutti si stanno interrogando su come sarà la Seconda Repubblica, noi vogliamo spingerci un po’ più in là. Saltare il presente per arrivare direttamente alle soglie del Duemila, immaginando il mondo che ci aspetterà». Un mondo che Claudio Bisio spera possa costituirsi attorno a quelli che oggi sono i gruppi di resistenza umana. Quei gruppi che Cuorei censisce settimanalmente in un apposito taccuino e che in Terza Repubblica si mostreranno agli spettatori svelando la loro identità: a volte vera, a volte inventata di sana pianta. «In studio cercheremo di lanciare degli appelli, formando gruppi misti: dagli obiettori, agli autori di fanzine, agli ex anarchici. Ogni trasmissione sarà a tema e, tra il serio e il faceto, cercheremo di svilupparlo nel migliore dei modi».
Come è ancora presto a dirsi. Le idee, anche se chiare, sono per ora poco più di un canovaccio. Di certo si sa che, mischiando le carte deil varietà a quelle dell’informazione, Terza Repubblica alternerà un pizzico di talk show ad interviste agli ospiti; un briciolo di esibizioni musicali dal vivo a riflessioni pubbliche coordinate da Athina Cenci. Nel mezzo, a fare da cuscinetto, filo conduttore, intermezzo, tormentone, un gruppo di attori «ereditati» dall’esperienza di Su la testa! (Aldo & Giovanni, Maurizio Milani) e altri assolutamente nuovi (o quasi) per il piccolo schermo: Daniele Trambusti, Antonio Catania. A completare la squadra, ci sarà anche una sezione musicale diretta dalla banda osiris e da Tony & Volumi e il ritorno di Ciprì & Maresco con Cinico Tivù. «Di sicuro non sarà una trasmissione a “metà”. Non fingerà, cioè, di essere quello che non è», puntualizza bisio. «Quando ho deciso di dedicarmi alla canzone, ho voluto registrare un disco vero, da cantante. Adesso che arrivo davanti alle telecamere non fingerò di essere un non-presentatore che fa finta di fare il non-presentatore. Il nostro sarà un gioco scoperto, chiaro. Non truccheremo le carte».
Ma in attesa di fare il «battitore libero» di Terza Repubblica, il carnet di Claudio Bisio non lascia spazio alle pause, fitto com’è di appunti e appuntamenti. Ad esempio la tournée che lo vede impegnato con l’ormai inseparabile Rocco Tanica, al secolo Sergio Conforti, tastierista di Elio e le storie tese, in uno spettacolo dal titolo Gritistizz (ieri sera si è esibito a Roma, ndr). Nel quale l’attore e il musicista fondono brani del loro repertorio «classico» ad altri scritti per l’occasione: Sotto la quarta non è vero amore (dedicata ai sentimenti nati in funzione di una determinata misura di reggiseno) e Quella vacca di Nonna Papera. Titoli che, molto probabilmente, andranno a formare l’ossatura di un nuovo ellepì, realizzato sempre con Tanica, in cui troverà finalmente posto un inedito duetto con Diego Abatantuono pensato ai tempi di Puerto Escondido. «Doveva già finire nella colonna sonora del film. Ma poi non ci è sembrato il caso. Avrebbe un po’ stonato con le scelte musicale fatte da Salvatores», rivela il comico milanese.
Visti gli impegni, il «generoso» Bisio potrebbe anche ritenersi soddisfatto. Ma i generosi, per loro natura, sono destinati a «concedersi», senza sosta. Ed ecco infatti all’orizzonte affacciarsi il cinema. Con Sud di Gabriele Salvatores, girato nei mesi scorsi in Sicilia accanto a Silvio Orlando e Francesca Neri: «Dove farò il giornalista cinico di una trasmissione spazzatura sui buoni sentimenti. Dentro ho messo un po’ di Emilio Fede e un tantino di inviato del Tg3». E con Dietro la pianura di Gerardo Fontana e Paolo Girelli: «E’ un noir. Farò il commissario in un piccolo paese del Polesine dove è stato commesso un omicidio. La storia è un pretesto per disegnare un ritratto di provincia senza eroi e senza anime buone».
Tanti progetti potrebbero bastare e avanzare a Claudio il generoso per sentirsi appagato. Invece, il suo ultimo pensiero è ancora un desiderio, la speranza che un sogno si avveri. «In Terza Repubblica vorrei ci fosse una pedana. Sulla quale vorrei recitare Self, quindici minuti di monologo sul tema della solitudine». Chissà che questa non sia veramente la volta buona.
Serra avverte «Occhio alla sinistra triste»
«Mi sono limitato a dare qualche suggerimento, a mettere a disposizione l’archivio di Cuore e a fare il tifo per il gruppo che realizzerà il programma». Michele Serra, accreditato tra i possibili autori di Terza Repubblica, smentisce un coinvolgimento diretto nella stesura dei copioni della nuova trasmissione di Raitre. Ma non una partecipazione «una tantum»e affettiva alla fattura del menabò della trasmissione. «Non voglio togliere nessun merito o demerito ai veri autori. E poi sono materialmente impossibilitato a fare tivù sul serio. Ed è da presuntuosi pensare di poter fare tutto. Posso solo dare qualche parere. Forse scriverò dei brevi pezzi per ogni puntata».
Anche perché (e Serra non lo nasconde) Terza Repubblica e Cuore sembrano viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda. «Un po’ il programma è parente della rivista. L’intenzione è la stessa: usare la satira come un grimaldello, come facevano Avanzi e Su la testa!. Come fa appunto Cuore. In trasmissione ci saranno anche i gruppi di resistenza umana censiti dal nostro taccuino. Sono una sorta di bandiera dell’opposizione culturale. Vediamo se questo pubblico può trovare spazio anche in tivù. Quando mi hanno fatto la proposta di collaborare, ho pensato ad un programma in stile Speciale per voi, dove gli spettatori non erano etichettati politicamente. Non mi interessa proprio sapere per chi votano e perché, sono incuriosito dalla loro estraneità esistenziale».
Un’estraneità che per il direttore di Cuore potrebbe essere la carta vincente di Terza Repubblica. «Se riesce bene sarà la dimostrazione di quello che viene dopo la satira. Un concetto che anche Gino & Michele svilupperanno nella loro prossima rivista. Credo sia giusto sondare ogni possibilità, mantenendo come punto di riferimento il linguaggio satirico». Eppure, nonostante il suo muoversi tra il serio e lo scherzoso, tra il nuovo e il nuovissimo, l’occhio puntato verso il futuro, la trasmissione condotta da Bisio dovrà comunque cercare un centro di gravità permanente. Per non correre il rischio di contrarre quel male oscuro che può fare di una novità un triste ricalco di figurine meste del passato. «Il pericolo è diventare un censimento della sinistra triste», conclude al telefono Michele Serra. «Ed io odio la sinistra triste, quella che suona i bongos davanti al fuoco. Anzi, sarebbe ora di buttare a mare bongos e bonghisti».
