«Zelig Circus 2004»/Corriere della Sera
Papere, tifo, battute. Il bello del fuori onda
Un motivo ci dev’essere se il tendone di Sesto San Giovanni è già sold out, fino alla fine di aprile. Un motivo ci dev’essere se i pullman scaricano da tutta la Lombardia comitive di fan, spettatori paganti di uno show che 48 ore dopo è già in tv, «a ingresso libero». E la ragione è che il lunedì e martedì sera lo spettacolo è più vero, non subisce le limature del montaggio televisivo e ha il fascino del «fuori onda». Da due show nascerà, fatte le dovute selezioni in cabina di regia, una sola puntata, trasmessa il venerdì su Italia 1 alle 20.30.
Aggiudicarsi una sedia a «Zelig Circus», il circo del cabaret per antonomasia, è una piccola impresa: gli oltre 30 mila biglietti validi per i prossimi due mesi sono praticamente bruciati. L’ultima chance per chi non si è ancora arreso è oggi: gli 800 posti rimasti, distribuiti nelle quattro serate finali di maggio, saranno in vendita, alle 17 nella sede di Zelig, in viale Monza 140 (13/10 euro, tel. 02.25.707.301).
Chi intanto ha la fortuna di assistere ad una serata «live», si rende conto che la marcia in più dello Zelig versione 2004 sta proprio nei 1.600 ragazzi che creano sotto il tendone un clima da stadio, se non un vero e proprio spettacolo nello spettacolo. Età media sui trent’anni, ma non mancano le famiglie o le ragazzine in miniabiti che non sfigurerebbero al posto della Incontrada. Certo, lei è ormai una star. Un esuberante gruppo di giovanotti da Grumello, provincia di Bergamo, le prepara un cartellone: «E’ un piacere averti Incontrada». «Mi aspetto risate supplementari – racconta Silvia, studentessa –. Sono curiosa di vedere cosa succede a telecamere spente».
Ore 21.30: si parte. Apre Beppe Braida con il suo grottesco telegiornale, ma un problema tecnico lo rimanda subito dietro le quinte. Il pubblico lo incita come se dovesse tirare un rigore: la seconda è buona. Cori da curva sulla sigla. Poi urla, fischi e battiti di piedi fino al balletto con cui Claudio Bisio e la Incontrada fanno il loro ingresso sul palco. Dalle gradinate spuntano gli striscioni: «Bisio pettinati», «Bisio togli il casco». La Incontrada rincara la dose rinfacciandogli anche l’età. Lui prima fa qualche smorfia delusa e poi passa al contrattacco. Un copione ripetuto all’infinito, ma il pubblico non si stanca.
Tifo vero per Giovanni Cacioppo, surreale criminale siciliano, e per il calabrese Franco Neri, autore del nuovo tormentone («Franco, oh Franco») che ha preso il posto del «Chi è Tatiana?» di Gabriele Cirilli. Proprio Cirilli è protagonista del siparietto più gustoso: parte in quarta con il suo monologo quando, nel bel mezzo di una battuta, perde la voce. Si ferma, scherza con la platea. Ricomincia, ma ormai non riesce più a trattenere le risate e si arrende agli applausi scroscianti.
Arrivano James Tont, i Pali e Dispari, Raul Cremona, Dado, Leonardo Manera, Sergio Sgrilli e le coppie Ficarra–Picone e Olcese-Margiotta. Il pubblico si entusiasma per Antonio Cornacchione, che piange e si dispera perché tutti ce l’hanno con il presidente del Consiglio: «L’unico che si preoccupa per lui è Bondi. Gli dice: “Silvio, stasera vai a letto presto, dopo i cartoni animati. Domattina la Boccassini interroga...”».
Dopo due ore e tre quarti, il circo si svuota. I ragazzini ripetono battute mandate a memoria, le comitive salgono sui pullman organizzati da Lecco, Brescia e Palazzolo. Sorpresa: una coppia non giovanissima, da parterre di Sanremo, è dispiaciuta di non aver visto Ale e Franz. «I migliori in assoluto – sospirano–. Speriamo che ci siano almeno in tv». A qualcosa la televisione deve pur servire...
