Giù le mani dall’arte

Testata
Il Giornale
Autore
Massimiliano Lussana
Data
03/05/2005

Il Giornale, senza soluzione di continuità fra le pagine nazionali e l’edizione “Genova e Rivière”, non è un giornale di sinistra. Non simpatizza per l’Unione, e reagisce al rosso come i tori. Però è un giornale, non ha mandato il cervello all’ammasso e, soprattutto, non confonde l’arte e lo spettacolo con la politica. Sono mondi diversi che vanno giudicati con occhiali diversi.

E così – se ha ragione Sandro Bondi quando dice che le otto ore di diretta del concerto del primo maggio hanno lasciato molti spazi alla propaganda antiberlusconiana, dimostrando coi fatti che non c’è alcun regime televisivo – ha torto, totalmente torto, il senatore di Alleanza Nazionale Roberto Salerno quando chiede l’intervento della commissione di vigilanza Rai e del ministro delle Comunicazioni contro il monologo di Claudio Bisio I bambini sono di sinistra: “Pura volgarità politica, in cui emergono non solo apologie false, fuorvianti, ipocrite, di ogni genere, nonché un’esaltazione quasi fanatica della sinistra politica, con denigrazione ed uso della dicitura bambini e di tutto un significato umano di termine”.

Ora, sull’italiano di Salerno che emerge dal suo comunicato all’agenzia Ansa, ci sarebbe molto da dire. Ma qui preferiamo dedicarci alla sua politica. Perché I bambini sono di sinistra, secondo noi, è tutt’altro che “pura volgarità”. E ci sentiamo di difenderlo perché, se i suoi papà sono milanesi (Claudio Bisio, Michele Serra, Giorgio Terruzzi, Gigio Alberti), le sue mamme levatrici sono tutte genovesi: il teatro dell’Archivolto, che ha prodotto lo spettacolo che prende il titolo dal monologo di Bisio, e Giorgio Gallione, che è uno dei cinque autori e il regista. Senza contare che l’ispirazione di tutto lo spettacolo viene direttamente da De André, presenza in sottofondo che attraversa tutte le fasi di I bambini sono di sinistra, con Il bombarolo come colonna sonora e spirito ispiratore. Quindi, siamo di fronte a un’operazione genovesissima.

E’ vero che Serra, Terruzzi e Alberti sono gente tendenzialmente di sinistra o molto di sinistra. E’ vero che Giorgio Gallione e Claudio Bisio fanno parte di Maestrale, il pensatoio di Claudio Burlando. Ed è vero che lo stesso Bisio ha partecipato direttamente alla campagna elettorale del presidente della Regione, incontrando insieme a lui gli studenti del D’Oria. Ed è addirittura vero che Pina Rando, che insieme a Gallione è l’anima dell’Archivolto, ha preparato la torta a forma di Liguria con cui Burlando ha festeggiato la sua elezione e il ritorno del centrosinistra al governo della Regione. Tutte circostanze che noi abbiamo combattuto e combatteremo.

Ma se sono bravi, se sanno fare bene il loro mestiere di registi e attori, perché negarlo?

Perché tirare in ballo l’ “esaltazione quasi fanatica della sinistra politica”? Perché non si può dire tranquillamente che si può non essere d’accordo con le idee politiche di un artista, ma al tempo stesso apprezzarlo profondamente? Perché non si può essere inquilini di una Casa delle libertà che sia anche Casa della libertà di pensare e di essere liberali fino in fondo, facendo polemica su quello che merita la polemica e applaudendo quello che c’è da applaudire? Perché mischiare arte e politica? Perché far perdere efficacia alle denunce serie, facendone altre totalmente infondate, completamente fuori tempo e fuori luogo?

Ognuno, fortunatamente, può farsi un’idea e decidere se essere d’accordo, sul caso specifico, con Salerno o con me. Ognuno può verificare i contenuti del monologo e dell’intero spettacolo acqustando a 22 euro il libro e il Dvd di I bambini sono di sinistra (Einaudi Stile libero), appena arrivato in libreria. E’ una spesa che vi consigliamo caldamente. Anche per il piacere di dibattere e di prendere posizione.

A noi, I bambini sono di sinistra (monologo, più che intero spettacolo) dà un senso di gioiosa leggrezza. E, a tratti, rasenta la poesia. Poesia leggera, certo. Ma poesia. Dire che “i bambini sono di sinistra perché Carlo Marx assomiglia a Babbo Natale” o che “i bambini sono di sinistra perché fanno girotondi da tempi non sospetti” o che “i bambini sono di sinistra perché comunque, qualunque cosa tu gli dica che assomigli vagamente a un ordine, fanno resistenza” non ha nulla a che vedere con la politica. Solo con la vita.

Chi fa polemiche su questa roba e non sui problemi seri, perderà le elezioni per sempre (ed è giusto che le perda). Chi confonde la politica e la vita, magari non è di sinistra. Magari è di destra. Sicuramente non è al centro. Al centro dei problemi e della politica. Quella vera.